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	<title>Leonardo e Agnese blog &#187; Silicon Valley</title>
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		<title>Giorno 31: Silicon Valley, Winchester Mystery House</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Aug 2008 03:09:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>leonardo</dc:creator>
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Da 2008-08-27 Si&#8230;


Prima di partire questa mattina eravamo molto elettrizzati dall&#8217;idea di attraversare la Silicon Valley e di visitare i colossi informatici. Euforia svanita rapidamente in quanto la visita è stata una vera delusione.
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<td style="font-family:arial,sans-serif; font-size:11px; text-align:right">Da <a href="http://picasaweb.google.it/leonardo.angelini/20080827SiliconValleyWhinchesterMysteryHouse?authkey=QsuJ2uMiwjc">2008-08-27 Si&#8230;</a></td>
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<p>Prima di partire questa mattina eravamo molto elettrizzati dall&#8217;idea di attraversare la Silicon Valley e di visitare i colossi informatici. Euforia svanita rapidamente in quanto la visita è stata una vera delusione.</p>
<p>Andiamo con ordine. Partiamo dal nostro motel di San Francisco in direzione Silicon Valley. La prima tappa la facciamo a Stanford University. Vogliamo vedere come sono i campus universitari americani, soprattutto vedere Stanford, cioè una delle migliori università americane. Da questa università sono stati sfornati diversi personaggi, tra cui Larry Page e Sergey Brin, fondatori di Google.</p>
<p>L&#8217;università di Stanford è praticametne una cittadina. Grande, ben organizzata, distaccata da qualunque distrazione, immersa nel verde. All&#8217;interno numerosi servizi a disposizione per gli studenti (free shuttle, connessione Wifi ovunque ad esempio). Addirittura è possibile fare il biglietto per visitare l&#8217;università. Noi non abbiamo tempo e facciamo un giro da soli nel William Gates Computer Science Building. Notare che William Gates è Bill Gates, il papà di Microsoft. All&#8217;interno dell&#8217;edificio è tutto perfetto, tutto in ordine, pulito, con mobilio e finiture di qualità. Nei corridoi ci sono divanetti e bei tavoli per studiare. Non c&#8217;è confronto con le nostre università, dove se va bene si studia su un tavolo rotto o su un gradino delle scale. Le aule sono tutte piccole (15-20 persone al massimo). Sembra esserci un rapporto molto ravvicinato con i professori. Ci sono anche gli studi dei ricercatori, ben fatti, pieni di attrezzature. Ci sono diverse vetrine dove è possibile ammirare ad esempio i primi Mac, alcuni prototipi di hard disk ecc. Il Computer Scienze Building è realizzato grazie a finanziamenti provenienti direttamente da Microsoft, Sun, HP, IBM ed altre aziende di questo calibro. Anche gli altri edifici non sono da meno. Gli uffici amministrativi sono belli, tutti i PC sono nuovi. Ve l&#8217;immaginate la segretaria della vostra università con un bellissimo iMac da 24 pollici? Lì è realtà.</p>
<p>Riprendiamo la nostra auto e ci dirigiamo a Mountain View per vedere la sede di Google. Ahimé, comincia la delusione. La sede di Google è un insieme di edifici avvolti nel verde californiano. L&#8217;area è così vasta che ci sono intere strade che transitano in mezzo. Parcheggiamo in uno dei parcheggi e cerchiamo di avvicinarsi al centro dei vari edifici per trovare magari uno spazio dedicato ai visitatori. Almeno, così ce l&#8217;immaginavamo. In effetti non ci sono punti controllati, accessi ristretti, sbarre ecc. Entriamo tranquillamente e passeggiamo per i vialetti. Ci sono dipendenti di Google che fanno pausa pranzo, che scherzano, che giocano a biliardino, che camminano anche loro per i vialetti. Arrivato al centro della struttura ci sentiamo chiamare. Un adetto della sicurezza ci si avvicina e con aria poco cordiale ci allontana immediatamente. Ci scorta fuori e ci segue per tutto il tragitto fino alla nostra auto. Incredibile. Per essere lì devi avere una ragione ben precisa. Su invito o per qualche altro motivo. Non eravamo gli unici ovviamente ad essere portati fuori.</p>
<p>Probabilmente è giusto tenere alla larga chi non c&#8217;entra nulla con la loro azienda. Però non era meglio mettere un recinto all&#8217;area piuttosto che buttare fuori gente dalla sicurezza? Google visto da fuori è lo specchio della trasparenza, dell&#8217;apertura. Vi assicuriamo che nella realtà, è un posto inavvicinabile, intoccabile, prepotente. Non so possono scattare fotografie, nemmeno dalla strada. Probabilmente a Google dovrebbero pensare anche alle tantissime persone che desiderano visitare la loro azienda informatica che è una delle più grandi del mondo. Per fare un esempio, la visita di Levi&#8217;s ieri è stata molto bella. All&#8217;ingresso dell&#8217;azienda è stata organizzato uno spazio molto bello con alcuni capi, foto e quant&#8217;altro che hanno fatto la storia dell&#8217;azienda. A Google questo non è possibile.</p>
<p>Riprendiamo l&#8217;auto ed andiamo da Yahoo! Anche qui, l&#8217;azienda si sviluppa su numerosi edifici. Troviamo l&#8217;ingresso, entriamo. La signorina della reception, se non altro, in modo più gentile si dice dispiaciuta ma non sono organizzati per dei tour per i visitatori. Usciamo ed andiamo via.</p>
<p>Avevamo in lista una serie di aziende da vedere. Decidiamo di sfilare con l&#8217;auto solo avanti agli edifici, per vedere le dimensioni, capire come sono collocati. Cisco, McAfee, Canon, Sun, Microsoft, sono tutte lì, vicine a pochi passi l&#8217;una dall&#8217;altra. Probabilmente salendo sul tetto di un edificio si vedono tutte. Infine arriviamo alla Intel che si è invece dimostrata più matura, seria ed organizzata. C&#8217;è un area con addirittura 5-6 persone che si occupano di far visitare un museo creato all&#8217;interno dell&#8217;azienda. Una signora ci intrattiene spiegandoci e facendoci vedere delle cose per una mezz&#8217;ora. E&#8217; stata molto cordiale, abbiamo visto un pezzo di Intel, siamo rimasti soddisfatti.</p>
<p>Andiamo via dalla Silicon Valley, passiamo ad altro. Eccoci arrivati alla Winchester Mystery House. Nel 1884 la vedova Sarah Winchester cominciò a perseguire un progetto che avrebbe occupato i 38 anni successivi della sua vita: la costruzione della casa vittoriana poi conosciuta come Winchester Mystery House, a causa della mille inspiegabili stranezze che la caratterizzano.</p>
<p>La casa voluta da Sarah Winchester è una meraviglia architettonica dei suoi tempi: 160 stanze, luci a gas, tre ascensori, 47 camini, pavimenti in parquet, candelieri in oro e argento e vetri artistici di Tiffany. La costruzione dell’edificio durò fino al 5 settembre 1922 e venne a costare oltre 5 milioni di dollari.</p>
<p>La visita della Winchester Mystery House tocca 110 stanze e conduce alla scoperta dei bizzarri fenomeni che danno il nome alla magione: finestre costruite sul pavimento, scale che non conducono in nessun luogo, porte che accedono a pareti di mattoni. Nessuno è stato in grado di spiegare i misteri della Mistery Mansion o perché la signora Winchester si sia accanita a costruirla per 38 anni. Secondo alcuni era un modo tutto suo di ricordare il marito e la figlia prematuramente scomparsi e salvarli così dagli spiriti malvagi di tutti gli uomini morti a causa delle armi prodotte dalla loro fabbrica d’armi.</p>
<p>Riprendiamo la nostra auto e puntiamo verso Monterey, dove pernotteremo per due giorni.</p>
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