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	<title>Leonardo e Agnese blog</title>
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	<description>La nostra luna di miele... in diretta</description>
	<pubDate>Mon, 03 Nov 2008 22:44:20 +0000</pubDate>
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		<title>La storia di Leonardo e Agnese</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Nov 2008 22:44:20 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Noi]]></category>

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		<description><![CDATA[[C'é un video che non può essere mostrato in questo feed.Visita la pagina dell'articolo per poter vedere il video.]
Video realizzato da Luciano e Letizia
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			<content:encoded><![CDATA[<p>[C'é un video che non può essere mostrato in questo feed.<a href="http://www.leonardoeagnese.com/2008/11/la-storia-di-leonardo-e-agnese/">Visita la pagina dell'articolo per poter vedere il video.]</a></p>
<p>Video realizzato da Luciano e Letizia</p>
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		<title>Giorno 35: Viaggio di ritorno Los Angeles-Dublino-Roma</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Sep 2008 23:06:14 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>

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Da 2008-08-31 Viaggio Los Angeles-Dublino-Roma



Eccoci giunti al viaggio di ritorno. Partenza da Oxnard, direzione LAX (Los Angeles International Airport). Arriviamo all&#8217;aeroporto in un ora circa, riconsegnamo la nostra fantastica auto. La preparazione delle valige di ieri sera è stata ardua. Abbiamo superato abbondantemente i limiti di peso consentiti dalla nostra compagnia aerea. All&#8217;interno del LAX [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table style="width: auto;" border="0">
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<td><a href="http://picasaweb.google.it/leonardo.angelini/20080831ViaggioLosAngelesDublinoRoma?authkey=NWIPUwRHF2M"><img src="http://lh3.ggpht.com/leonardo.angelini/SL8T4Gt3QoI/AAAAAAAAKDI/uZx9ZDuzJTw/s400/DSC03068.JPG" alt="" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td style="font-family:arial,sans-serif; font-size:11px; text-align:right">Da <a href="http://picasaweb.google.it/leonardo.angelini/20080831ViaggioLosAngelesDublinoRoma?authkey=NWIPUwRHF2M">2008-08-31 Viaggio Los Angeles-Dublino-Roma</a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Eccoci giunti al viaggio di ritorno. Partenza da Oxnard, direzione LAX (Los Angeles International Airport). Arriviamo all&#8217;aeroporto in un ora circa, riconsegnamo la nostra fantastica auto. La preparazione delle valige di ieri sera è stata ardua. Abbiamo superato abbondantemente i limiti di peso consentiti dalla nostra compagnia aerea. All&#8217;interno del LAX senza troppa difficoltà facciamo il checkin, fortunatamente ci abbonano il peso in eccesso e così ci dirigiamo al gate. Lo scalo sarà a Dublino e la durata della prima tratta è di ben 10 ore. Ci siamo organizzati con i nostri Ipod contenenti film, musica e podcast. Arrivati a Dublino abbiamo circa 5 ore di attesa e poi di nuovo 3 ore per arrivare a Roma. Dopo giorno abbondante di viaggio finalmente atterriamo a Fiumicino dove ci aspettano Luciano e Sandra per riportarci a casa.</p>
<p>Arriviamo a casa a mezza notte circa ora italiana. Non abbiamo sonno. Abbiamo 9 ore di differenza di fuso orario. Il giorno dopo in compenso dormiamo 15 ore di fila e ci svegliamo per l&#8217;ora di cena, dove ci aspetta una cena dai suoceri a base di lasagne (o pasta al forno come si dice a Foligno).</p>
<p>Potrà sembrare strano. I 35 giorni di avventure e viaggi negli USA sono volati. L&#8217;esperienza è davvero forte e se si ha la possibilità, consigliamo di affrontare un viaggio simile al nostro.</p>
<p>Ora che siamo a casa, potrà cominciare finalmente la nostra vita da sposati. Abbiamo ancora 1000 cose da sistemare con la casa. Abbiamo tutto il tempo davanti a noi.</p>
<p>Questo blog, almeno per il momento, termina qui. Speriamo di avervi tenuto compagnia e di avervi fatto passare un viaggio di nozze virtuale insieme a noi. Forse, tra qualche tempo, pubblicheremo i migliori scatti ad alta risoluzione.</p>
<p>Ci farete felici se ci lascerete qualche commento finale. A presto!</p>
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		<title>Giorno 34: Santa Barbara</title>
		<link>http://www.leonardoeagnese.com/2008/08/giorno-34-santa-barbara/</link>
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		<pubDate>Sun, 31 Aug 2008 09:24:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>leonardo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>

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Da 2008-08-30 Sa&#8230;



Ultimo giorno negli USA. Domani si riparte per tornare a casa. Buona parte della giornata la passeremo a Santa Barbara, cittadina turistica a nord di Los Angeles.
Santa Barbara ha delle grandi e lunghe spiagge, palme dappertutto, tipiche delle spiagge californiane. Facciamo una passeggiata lungo mare. Ci sono tantissimi pellicani. Ci divertiamo a scattare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table style="width: auto;" border="0">
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<td><a href="http://picasaweb.google.it/leonardo.angelini/20080830SantaBarbara?authkey=rnXPc1n79N8"><img src="http://lh3.ggpht.com/leonardo.angelini/SLpbyHJUmxI/AAAAAAAAJ6Y/lrRi39zwerU/s400/IMG_1296.JPG" alt="" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td style="font-family:arial,sans-serif; font-size:11px; text-align:right">Da <a href="http://picasaweb.google.it/leonardo.angelini/20080830SantaBarbara?authkey=rnXPc1n79N8">2008-08-30 Sa&#8230;</a></td>
</tr>
</tbody>
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<p>Ultimo giorno negli USA. Domani si riparte per tornare a casa. Buona parte della giornata la passeremo a Santa Barbara, cittadina turistica a nord di Los Angeles.</p>
<p>Santa Barbara ha delle grandi e lunghe spiagge, palme dappertutto, tipiche delle spiagge californiane. Facciamo una passeggiata lungo mare. Ci sono tantissimi pellicani. Ci divertiamo a scattare qualche foto, sperando di sorprenderli in qualche espressione particolarmente buffa. Ci sono vari personaggi lungo la spiaggia, artisti di strada, viaggiatori, centauri. La pista ciclabile accoglie numerose persone in bicicletta, skateboard, roller blade, rishò, tandem. Ogni tanto passa qualche ricco signore con la sua limousine, Ferrari o qualche bellissima auto d&#8217;epoca.</p>
<p>A metà pomeriggio il nostro fido Google Earth ci informa che proprio vicino al nostro motel c&#8217;è un grande outlet a Camarillo. Non ci facciamo scappare l&#8217;occasione e decidiamo di fare gli ultimi acquisti e di svuotare definitivamente i nostri portafogli e le nostre carte di credito.</p>
<p>In serata invece, arrivati al nostro motel di Oxnard proviamo a fare le nostre valige. La roba da riportare è notevolmente aumentata. Ci sono Levi&#8217;s, Nike, Adidas, Reebok e molto altro ancora. Non so se la passeremo liscia o se ci faranno pagare il sovrappeso&#8230;</p>
<p>Domattina abbiamo l&#8217;aereo che parte da Los Angeles e arriverà a Roma lunedì facendo scalo a Dublino.</p>
<p>Questo è l&#8217;ultimo messaggio che postiamo dagli USA, le nostre avventure americane terminano qui. Appena tornati a casa, faremo il punto della situazione.</p>
<p>A presto!</p>
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		<title>Giorno 33: Viaggio Monterey-Lompoc</title>
		<link>http://www.leonardoeagnese.com/2008/08/giorno-33-viaggio-monterey-lompoc/</link>
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		<pubDate>Sat, 30 Aug 2008 08:01:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>leonardo</dc:creator>
		
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Da 2008-08-29 Mo&#8230;


Da Monterey a Lompoc scegliamo di arrivarci attraverso la Highway 1, che è una strada panoramica che passa sulla costa californiana. La visuale che abbiamo è suggestiva, si vede la costa toccata dall&#8217;Oceano Pacifico. Ampie scogliere, spiagge, onde alte, vento, surfisti, leoni marini. Troviamo purtroppo per una ampia parte del tragitto un po&#8217; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table style="width:auto;">
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<td><a href="http://picasaweb.google.it/leonardo.angelini/20080829MontereyLompoc?authkey=RVzEAN1XUBw"><img src="http://lh4.ggpht.com/leonardo.angelini/SLj90oI5y5I/AAAAAAAAJsY/mm9ZLZ_jniU/s400/IMG_1154.JPG" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td style="font-family:arial,sans-serif; font-size:11px; text-align:right">Da <a href="http://picasaweb.google.it/leonardo.angelini/20080829MontereyLompoc?authkey=RVzEAN1XUBw">2008-08-29 Mo&#8230;</a></td>
</tr>
</table>
<p>Da Monterey a Lompoc scegliamo di arrivarci attraverso la Highway 1, che è una strada panoramica che passa sulla costa californiana. La visuale che abbiamo è suggestiva, si vede la costa toccata dall&#8217;Oceano Pacifico. Ampie scogliere, spiagge, onde alte, vento, surfisti, leoni marini. Troviamo purtroppo per una ampia parte del tragitto un po&#8217; di nebbia e godiamo dello spettacolo solo a metà.</p>
<p>Dopo quasi quattro ore di viaggio arriviamo a Lompoc, piccola cittadina statunitense dove abbiamo il nostro motel.</p>
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		<title>Giorno 32: Monterey</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Aug 2008 08:24:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>leonardo</dc:creator>
		
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Da 2008-08-28 Mo&#8230;


Con la partenza da San Francisco abbiamo cominciato a scendere verso Los Angeles, dove tra pochi giorni avremo l&#8217;aereo per il ritorno a casa. Eh si, purtroppo siamo quasi alla fine della nostra luna di miele.
In questi ultimi due gioni abbiamo in programma viaggi abbastanza brevi e rilassanti. Monterey è stata una tappa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table style="width:auto;">
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<td><a href="http://picasaweb.google.it/leonardo.angelini/20080828Monterey?authkey=sHVSiDPhDqg"><img src="http://lh5.ggpht.com/leonardo.angelini/SLexIDblTXI/AAAAAAAAJoc/guykq5PdYoM/s400/IMG_1120.JPG" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td style="font-family:arial,sans-serif; font-size:11px; text-align:right">Da <a href="http://picasaweb.google.it/leonardo.angelini/20080828Monterey?authkey=sHVSiDPhDqg">2008-08-28 Mo&#8230;</a></td>
</tr>
</table>
<p>Con la partenza da San Francisco abbiamo cominciato a scendere verso Los Angeles, dove tra pochi giorni avremo l&#8217;aereo per il ritorno a casa. Eh si, purtroppo siamo quasi alla fine della nostra luna di miele.</p>
<p>In questi ultimi due gioni abbiamo in programma viaggi abbastanza brevi e rilassanti. Monterey è stata una tappa relax. Si tratta di una cittadina di 30000 abitanti che si affaccia sull&#8217;Oceano Pacifico. Abbiamo fatto un giro per il molo e per qualche viuzzola della cittadina. Scattate alcune foto ai leoni marini presenti anche qui e tornati al nostro motel.</p>
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		<title>Giorno 31: Silicon Valley, Winchester Mystery House</title>
		<link>http://www.leonardoeagnese.com/2008/08/giorno-31-silicon-valley-winchester-mystery-house/</link>
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		<pubDate>Fri, 29 Aug 2008 03:09:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>leonardo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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Da 2008-08-27 Si&#8230;


Prima di partire questa mattina eravamo molto elettrizzati dall&#8217;idea di attraversare la Silicon Valley e di visitare i colossi informatici. Euforia svanita rapidamente in quanto la visita è stata una vera delusione.
Andiamo con ordine. Partiamo dal nostro motel di San Francisco in direzione Silicon Valley. La prima tappa la facciamo a Stanford University. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table style="width:auto;">
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<td><a href="http://picasaweb.google.it/leonardo.angelini/20080827SiliconValleyWhinchesterMysteryHouse?authkey=QsuJ2uMiwjc"><img src="http://lh3.ggpht.com/leonardo.angelini/SLbvXxuBX9I/AAAAAAAAJXk/k0W4-EVQqvo/s400/DSC02893.JPG" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td style="font-family:arial,sans-serif; font-size:11px; text-align:right">Da <a href="http://picasaweb.google.it/leonardo.angelini/20080827SiliconValleyWhinchesterMysteryHouse?authkey=QsuJ2uMiwjc">2008-08-27 Si&#8230;</a></td>
</tr>
</table>
<p>Prima di partire questa mattina eravamo molto elettrizzati dall&#8217;idea di attraversare la Silicon Valley e di visitare i colossi informatici. Euforia svanita rapidamente in quanto la visita è stata una vera delusione.</p>
<p>Andiamo con ordine. Partiamo dal nostro motel di San Francisco in direzione Silicon Valley. La prima tappa la facciamo a Stanford University. Vogliamo vedere come sono i campus universitari americani, soprattutto vedere Stanford, cioè una delle migliori università americane. Da questa università sono stati sfornati diversi personaggi, tra cui Larry Page e Sergey Brin, fondatori di Google.</p>
<p>L&#8217;università di Stanford è praticametne una cittadina. Grande, ben organizzata, distaccata da qualunque distrazione, immersa nel verde. All&#8217;interno numerosi servizi a disposizione per gli studenti (free shuttle, connessione Wifi ovunque ad esempio). Addirittura è possibile fare il biglietto per visitare l&#8217;università. Noi non abbiamo tempo e facciamo un giro da soli nel William Gates Computer Science Building. Notare che William Gates è Bill Gates, il papà di Microsoft. All&#8217;interno dell&#8217;edificio è tutto perfetto, tutto in ordine, pulito, con mobilio e finiture di qualità. Nei corridoi ci sono divanetti e bei tavoli per studiare. Non c&#8217;è confronto con le nostre università, dove se va bene si studia su un tavolo rotto o su un gradino delle scale. Le aule sono tutte piccole (15-20 persone al massimo). Sembra esserci un rapporto molto ravvicinato con i professori. Ci sono anche gli studi dei ricercatori, ben fatti, pieni di attrezzature. Ci sono diverse vetrine dove è possibile ammirare ad esempio i primi Mac, alcuni prototipi di hard disk ecc. Il Computer Scienze Building è realizzato grazie a finanziamenti provenienti direttamente da Microsoft, Sun, HP, IBM ed altre aziende di questo calibro. Anche gli altri edifici non sono da meno. Gli uffici amministrativi sono belli, tutti i PC sono nuovi. Ve l&#8217;immaginate la segretaria della vostra università con un bellissimo iMac da 24 pollici? Lì è realtà.</p>
<p>Riprendiamo la nostra auto e ci dirigiamo a Mountain View per vedere la sede di Google. Ahimé, comincia la delusione. La sede di Google è un insieme di edifici avvolti nel verde californiano. L&#8217;area è così vasta che ci sono intere strade che transitano in mezzo. Parcheggiamo in uno dei parcheggi e cerchiamo di avvicinarsi al centro dei vari edifici per trovare magari uno spazio dedicato ai visitatori. Almeno, così ce l&#8217;immaginavamo. In effetti non ci sono punti controllati, accessi ristretti, sbarre ecc. Entriamo tranquillamente e passeggiamo per i vialetti. Ci sono dipendenti di Google che fanno pausa pranzo, che scherzano, che giocano a biliardino, che camminano anche loro per i vialetti. Arrivato al centro della struttura ci sentiamo chiamare. Un adetto della sicurezza ci si avvicina e con aria poco cordiale ci allontana immediatamente. Ci scorta fuori e ci segue per tutto il tragitto fino alla nostra auto. Incredibile. Per essere lì devi avere una ragione ben precisa. Su invito o per qualche altro motivo. Non eravamo gli unici ovviamente ad essere portati fuori.</p>
<p>Probabilmente è giusto tenere alla larga chi non c&#8217;entra nulla con la loro azienda. Però non era meglio mettere un recinto all&#8217;area piuttosto che buttare fuori gente dalla sicurezza? Google visto da fuori è lo specchio della trasparenza, dell&#8217;apertura. Vi assicuriamo che nella realtà, è un posto inavvicinabile, intoccabile, prepotente. Non so possono scattare fotografie, nemmeno dalla strada. Probabilmente a Google dovrebbero pensare anche alle tantissime persone che desiderano visitare la loro azienda informatica che è una delle più grandi del mondo. Per fare un esempio, la visita di Levi&#8217;s ieri è stata molto bella. All&#8217;ingresso dell&#8217;azienda è stata organizzato uno spazio molto bello con alcuni capi, foto e quant&#8217;altro che hanno fatto la storia dell&#8217;azienda. A Google questo non è possibile.</p>
<p>Riprendiamo l&#8217;auto ed andiamo da Yahoo! Anche qui, l&#8217;azienda si sviluppa su numerosi edifici. Troviamo l&#8217;ingresso, entriamo. La signorina della reception, se non altro, in modo più gentile si dice dispiaciuta ma non sono organizzati per dei tour per i visitatori. Usciamo ed andiamo via.</p>
<p>Avevamo in lista una serie di aziende da vedere. Decidiamo di sfilare con l&#8217;auto solo avanti agli edifici, per vedere le dimensioni, capire come sono collocati. Cisco, McAfee, Canon, Sun, Microsoft, sono tutte lì, vicine a pochi passi l&#8217;una dall&#8217;altra. Probabilmente salendo sul tetto di un edificio si vedono tutte. Infine arriviamo alla Intel che si è invece dimostrata più matura, seria ed organizzata. C&#8217;è un area con addirittura 5-6 persone che si occupano di far visitare un museo creato all&#8217;interno dell&#8217;azienda. Una signora ci intrattiene spiegandoci e facendoci vedere delle cose per una mezz&#8217;ora. E&#8217; stata molto cordiale, abbiamo visto un pezzo di Intel, siamo rimasti soddisfatti.</p>
<p>Andiamo via dalla Silicon Valley, passiamo ad altro. Eccoci arrivati alla Winchester Mystery House. Nel 1884 la vedova Sarah Winchester cominciò a perseguire un progetto che avrebbe occupato i 38 anni successivi della sua vita: la costruzione della casa vittoriana poi conosciuta come Winchester Mystery House, a causa della mille inspiegabili stranezze che la caratterizzano.</p>
<p>La casa voluta da Sarah Winchester è una meraviglia architettonica dei suoi tempi: 160 stanze, luci a gas, tre ascensori, 47 camini, pavimenti in parquet, candelieri in oro e argento e vetri artistici di Tiffany. La costruzione dell’edificio durò fino al 5 settembre 1922 e venne a costare oltre 5 milioni di dollari.</p>
<p>La visita della Winchester Mystery House tocca 110 stanze e conduce alla scoperta dei bizzarri fenomeni che danno il nome alla magione: finestre costruite sul pavimento, scale che non conducono in nessun luogo, porte che accedono a pareti di mattoni. Nessuno è stato in grado di spiegare i misteri della Mistery Mansion o perché la signora Winchester si sia accanita a costruirla per 38 anni. Secondo alcuni era un modo tutto suo di ricordare il marito e la figlia prematuramente scomparsi e salvarli così dagli spiriti malvagi di tutti gli uomini morti a causa delle armi prodotte dalla loro fabbrica d’armi.</p>
<p>Riprendiamo la nostra auto e puntiamo verso Monterey, dove pernotteremo per due giorni.</p>
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		<title>Giorno 30: San Francisco</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Aug 2008 06:58:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>leonardo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>

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Da 2008-08-26 Sa&#8230;


Alcatraz è l&#8217;isola che abbiamo deciso di visitare oggi. Si tratta dell&#8217;ex carcere di massima sicurezza degli USA dismesso nel 1963 a causa degli elevati costi di gestione.
Il carcere di Alcatraz è da sempre famoso per l&#8217;estrema rigidità con cui erano trattati i detenuti. Chi veniva mandato ad Alcatraz era solitamente considerato estremamente [...]]]></description>
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<td><a href="http://picasaweb.google.it/leonardo.angelini/20080826SanFrancisco?authkey=IaRyha6eW9g"><img src="http://lh6.ggpht.com/leonardo.angelini/SLZL9_c8UoI/AAAAAAAAJDA/NR1ZldWHKPw/s400/IMG_0970.JPG" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td style="font-family:arial,sans-serif; font-size:11px; text-align:right">Da <a href="http://picasaweb.google.it/leonardo.angelini/20080826SanFrancisco?authkey=IaRyha6eW9g">2008-08-26 Sa&#8230;</a></td>
</tr>
</table>
<p>Alcatraz è l&#8217;isola che abbiamo deciso di visitare oggi. Si tratta dell&#8217;ex carcere di massima sicurezza degli USA dismesso nel 1963 a causa degli elevati costi di gestione.</p>
<p>Il carcere di Alcatraz è da sempre famoso per l&#8217;estrema rigidità con cui erano trattati i detenuti. Chi veniva mandato ad Alcatraz era solitamente considerato estremamente pericoloso o aveva già tentato la fuga da altre prigioni. I carcerati erano costretti a scontare la loro pena in una cella singola dalle dimensioni particolarmente ridotte. Le mancanze disciplinari venivano punite con la reclusione al buio e al freddo nelle celle d&#8217;isolamento. Le vicende di Alcatraz hanno ispirato molti film, soprattutto per tutto ciò che concerne i tentativi di evasioni.</p>
<p>Per visitare Alcatraz abbiamo dovuto prenotare in anticipo attraverso il sito dell&#8217;unica azienda abilitata a traghettare i turisti sull&#8217;isola. Il traghetto ci mette pochi minuti ad arrivare. Una volta lì prendiamo le audio guide (italiano compreso) per apprendere in dettaglio il funzionamento del carcere.</p>
<p>Il racconto dell&#8217;audio tour è raccapricciante. Il carcere di Alcatraz fa rabbrividire. Entriamo all&#8217;interno della struttura principale per vedere le celle. Veramente piccole. I detenuti non avevano nessuna vista sulla splendida baia di San Francisco. Mentre passeggiamo per i vari bracci della prigione, l&#8217;audio ci dice che era proprio in quelle celle era stato lì Al Capone. Le celle di isolamento fanno particolare impressione. Ci sono ancora i segni dei tentativi di fuga. Il caso più famoso di fuga da Alcatraz riguarda i detenuti Frank Morris ed i fratelli John e Clarence Anglin che l&#8217;11 giugno 1962 riuscirono ad uscire dalle loro celle attraverso l&#8217;impianto di ventilazione (lasciando dei manichini da loro costruiti sulle brande per cercare di camuffare il più a lungo possibile la fuga) e ad arrivare, servendosi di un gommone fatto di impermeabili, fino alla costa dove fecero perdere definitivamente le loro tracce. Ci sono ancora i finti manichini e si vedono i buchi che hanno usato per accedere all&#8217;impianto di ventilazione.</p>
<p>Fatti i vari giri per Alcatraz, torniamo sulla terra ferma. Nelle vicinanze c&#8217;è la sede principale di Levi&#8217;s Strauss. Andiamo ed entriamo all&#8217;interno. Una parte dell&#8217;azienda è visitabile. C&#8217;è una sorta di museo contenenti alcune chicche per gli amanti dei jeans californiani. Ad esempio i primissimi Levi&#8217;s 501 di fine 1800, ed altri modelli che hanno segnato la storia dell&#8217;azienda.</p>
<p>Poi facciamo un salto al Pier 39 (molo 39) dove sono presenti un nutrito gruppo di leoni marini. Sono tanti e sono animali simpaticissimi da guardare. Stanno tutti ammassati su delle piattaforme di legno in mezzo al mare. Ogni tanto si tuffano in aqua, poi tornano su. Spesso quando emergono, non c&#8217;è posto sulla piattaforma. Allora cominciano a litigare l&#8217;uno con l&#8217;altro e si danno le spinte per buttarsi in acqua.</p>
<p>E&#8217; sera, l&#8217;ultima tappa la facciamo alla Treasure Island, dove c&#8217;è una magnifica vista di San Francisco ed il suo Oakland Bay Bridge. Facciamo numerose foto e torniamo al nostro motel. Domani abbandoniamo San Francisco per andare a Monterey. Ovviamente faremo tappa alla Silicon Valley.</p>
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		<title>Giorno 29: San Francisco</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Aug 2008 07:47:19 +0000</pubDate>
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Da 2008-08-25 Sa&#8230;


Fa freddo, c&#8217;è vento e un po&#8217; di nebbia. Abbiamo in programma la visita di alcuni punti di interesse ed alcuni punti panoramici. Partiamo da Twin Peaks, un punto in collina che ci permette di vedere dall&#8217;alto San Francisco. Poi andiamo ad Haight Street, una zona in cui si trovano varie case in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table style="width:auto;">
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<td><a href="http://picasaweb.google.it/leonardo.angelini/20080825SanFrancisco?authkey=b8sJZ92Mjuw"><img src="http://lh4.ggpht.com/leonardo.angelini/SLO0bYdL26I/AAAAAAAAIv8/qMXAwWKOYQo/s400/IMG_0781.JPG" /></a></td>
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<td style="font-family:arial,sans-serif; font-size:11px; text-align:right">Da <a href="http://picasaweb.google.it/leonardo.angelini/20080825SanFrancisco?authkey=b8sJZ92Mjuw">2008-08-25 Sa&#8230;</a></td>
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<p>Fa freddo, c&#8217;è vento e un po&#8217; di nebbia. Abbiamo in programma la visita di alcuni punti di interesse ed alcuni punti panoramici. Partiamo da Twin Peaks, un punto in collina che ci permette di vedere dall&#8217;alto San Francisco. Poi andiamo ad Haight Street, una zona in cui si trovano varie case in stile vittoriano.</p>
<p>Questa via è molto particolare, soprattutto per la gente che la frequenta. C&#8217;è gente di tutti i tipi. Tattuati, bullonati, colorati, vestiti, svestiti, barboni, mendicanti, artisti di strada, signore distinte che fanno shopping. Non abbiamo mai visto da un mese a questa parte così tanti mendicanti a chiedere l&#8217;elemosina. C&#8217;era perfino un gruppo di giovani ragazzi che chiedevano soldi ed avevano un cartello con scritto &#8220;I want beer&#8221;.</p>
<p>Poi torniamo nella downtime per un altro paio di giri e verso il tardo pomeriggio andiamo sul Golden Gate Bridge ed arriviamo a Sausalito, dove c&#8217;è una bella vista su San Francisco e i suoi ponti. Facciamo alcune foto in notturna che sicuramente stamperemo in grande formato.</p>
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		<title>Giorno 28: San Francisco</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Aug 2008 08:18:47 +0000</pubDate>
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Da 2008-08-24 Sa&#8230;


Ci svegliamo tardi. Dobbiamo andare in perlustrazione al centro di San Francisco. Prima di andare cerchiamo di capire quant&#8217;è complicato muoversi dal nostro motel al centro della città. Per questo usiamo il computer. Vediamo che ci sono varie tipologie di trasporti. A dire il vero troppi. Bus, bus elettrici, tram elettrici, tram a [...]]]></description>
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<td><a href="http://picasaweb.google.it/leonardo.angelini/20080824SanFrancisco?authkey=VojinyKo2gw"><img src="http://lh4.ggpht.com/leonardo.angelini/SLJpVI49IOI/AAAAAAAAIhs/4uCqo83lhp0/s400/DSC02605.JPG" /></a></td>
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<td style="font-family:arial,sans-serif; font-size:11px; text-align:right">Da <a href="http://picasaweb.google.it/leonardo.angelini/20080824SanFrancisco?authkey=VojinyKo2gw">2008-08-24 Sa&#8230;</a></td>
</tr>
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<p>Ci svegliamo tardi. Dobbiamo andare in perlustrazione al centro di San Francisco. Prima di andare cerchiamo di capire quant&#8217;è complicato muoversi dal nostro motel al centro della città. Per questo usiamo il computer. Vediamo che ci sono varie tipologie di trasporti. A dire il vero troppi. Bus, bus elettrici, tram elettrici, tram a fune, metro. Da impazzire. Ci sono molte fermate, molte destinazioni. Dal sito dell&#8217;azienda municipalizzata che gestisce i trasporti leggiamo che i mezzi di trasporto montano un sistema GPS ed indicano sul sito con estrema precisione la loro posizione, l&#8217;orario preciso di arrivo ad una determinata fermata e l&#8217;orario presunto di arrivo alla stazione di destinazione (calcolando ovviamente le condizioni di traffico). Incredibile. Però noi, rimaniamo tempestati di informazioni ed alla fine non capiamo a quale fermata dobbiamo andare e soprattutto quale bus o tram prendere.</p>
<p>Usciamo dalla nostra stanza, andiamo a verifirare di persona. E&#8217; freddo, c&#8217;è il vento. Camminiamo un po&#8217;, poi qualcosa non ci torna. Ci guardiamo, poi guardiamo la gente che ci circonda. Poi ci guardiamo ancora. Siamo finiti su un quartiere nero. La gente che ci circonda è tutta di colore, le case non sono un gran che. La gente ci guarda, dalla testa ai piedi, dai piedi alla testa. Ci sono ragazzi, bullonati, con casacche grandi, con cannottiere, che ascoltano rap. Altri sono semplicemente appoggiati ai muri. Qualcuno beve. Ci spaventiamo un po&#8217;. Ci sembra di essere nel Bronx. Abbandoniamo l&#8217;idea di prendere il bus, torniamo in fretta al motel dove abbiamo lasciato la nostra auto. Mettiamo in moto ed andiamo in centro in cerca di un parcheggio. Una volta parcheggiato, finalmente ci godiamo San Francisco.</p>
<p>San Francisco è davvero una bellissima città. Bella, pulita. Bella gente. Non c&#8217;è la gente obesa tipica di New York. Ci sono tantissimi giovani. Ben vestiti, ordinati. Siamo in Market Street, la via dei negozi. Ci sono i tram che girano. Alcuni tram sono storici. Vengono trainati a fune per la salita, mentre per la discesa il tranviere usa i freni.</p>
<p>Facciamo tappa all&#8217;Apple Store. Due piani di meraviglie. Poi continuiamo. Vediamo un ristorante dal nome &#8220;Ristorante bella Umbria&#8221;. Ha appeso alcuni ritagli di giornale, tra cui &#8220;La gazzetta di Foligno&#8221;.</p>
<p>Poi decidiamo di fare una tappa al molo, dove si vede lo spettacolare Golden Bridge. Facciamo due passi. C&#8217;è gente che fa jogging, altri che passeggnano, altri che leggono. La gente è cordiale, saluta, sorride, ti spiegano cose. Volano molti pellicani. Dal porticciolo si vede benissimo Alcatraz. Le casette che circondano il piccolo porto sono belle, curate. Hanno finestre grandissime, dove si vede come sono fatte.</p>
<p>Bel giro. San Francisco ci piace. Abbiamo altri due giorni da passare qui.</p>
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		<title>Giorno 27: Yosemite National Park</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Aug 2008 08:09:17 +0000</pubDate>
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Da 2008-08-23 Yo&#8230;


Abbiamo sbagliato i calcoli. Dovremmo partire da Visalia, visitare il Sequoia Park, poi lo Yosemite Park e poi partire per San Francisco. Sono oltre 600km da percorrere e troppa roba da visitare. Avremmo dovuto probabilmente mettere una tappa intermedia. Decidiamo di eliminare dalla nostra tappa la visita al Sequoia Park ed andiamo direttamente [...]]]></description>
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<td><a href="http://picasaweb.google.it/leonardo.angelini/20080823Yosemite?authkey=SNK1kAGElQc"><img src="http://lh4.ggpht.com/leonardo.angelini/SLJhrOY13FI/AAAAAAAAIT4/TL7MOWBNzCA/s400/IMG_0552.JPG" /></a></td>
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<td style="font-family:arial,sans-serif; font-size:11px; text-align:right">Da <a href="http://picasaweb.google.it/leonardo.angelini/20080823Yosemite?authkey=SNK1kAGElQc">2008-08-23 Yo&#8230;</a></td>
</tr>
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<p>Abbiamo sbagliato i calcoli. Dovremmo partire da Visalia, visitare il Sequoia Park, poi lo Yosemite Park e poi partire per San Francisco. Sono oltre 600km da percorrere e troppa roba da visitare. Avremmo dovuto probabilmente mettere una tappa intermedia. Decidiamo di eliminare dalla nostra tappa la visita al Sequoia Park ed andiamo direttamente allo Yosemite.</p>
<p>Arriviamo allo Yosemite verso mezzo giorno. Sappiamo che dopo la visita del parco avremo altre cinque ore di viaggio per arrivare al nostro albergo di San Francisco, perciò la visita dovrà essere breve.</p>
<p>Lo Yosemite si presenta come un parco molto completo. Ci sono le montagne di granito, c&#8217;è molto verde, la foresta, molti animali, ci sono fiumi e cascate. Si possono fare escursioni di vario tipo, lunghezza, difficoltà. Proviamo a farne uno, semplice. Siamo abbastanza stanchi dal lungo viaggio di ieri. Decidiamo di vedere le cascate. La guida (in italiano!) dice che c&#8217;è una cascata che fa un salto di oltre 400mt. Partiamo, facciamo il sentiero, arriviamo sul posto e&#8230; Ahi, la cascata non c&#8217;era! Un cartello spiegava che la cascata, formata dallo scoglimento di ghiacciai è visibile da ottobre alla primavera. Finiamo il giro e torniamo alla nostra auto.</p>
<p>Decidiamo di andare da un altra parte del parco dove sono presenti le squoia. Anche qui, come al Sequoia Park, ce ne sono molte. Il parco è molto grande e per arrivare alla zona delle sequoia c&#8217;è addirittura un ora di auto.</p>
<p>Parcheggiamo e chiediamo ad un ranger di indicarci la più grande sequoia, la biggest tree. Seguiamo il sentiero che ci indica. Durante il percorso passiamo tra decine di sequoia, grandi, grandissime. Bellissime. Poi finalmente arriviamo alla più grande. La Grizzly Giant. Ha un età stimata di 1900/2400 anni ed è alta 64mt. Straordinaria, imponente. Facciamo le foto di rito e terminiamo il nostro giro.</p>
<p>Poi riprendiamo la macchina e programmiamo il nostro Tomtom. Sono le 7 del pomeriggio. Dovremmo arrivare attorno a mezzanotte a San Francisco. Il nostro Tomtom invece commette un errore clamoroso. Nel tentativo di abbreviare la strada ci proietta in una lunga, stretta e curvosa strada tra le montagne del parco. Abbiamo perso almeno un ora tra andare e tornare da quella stradina. Il risultato è che siamo arrivati a San Francisco a notte fonda. Per accedere alla nostra stanza, abbiamo praticamente svegliato l&#8217;omino, che si è presentato in ciabatte, con gli occhi appiccicati e ci ha dato la chiave. Entrati nella stanza, abbiamo dormito profondamente anche noi.</p>
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		<title>Giorno 26: Las Vegas-Death Valley-Visalia</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Aug 2008 08:31:19 +0000</pubDate>
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Da 2008-08-22 La&#8230;


In programma abbiamo una giornata di viaggio. Dobbiamo partire da Las Vegas e tornare in California, portandoci a ridosso del parco Yosemite, passando per la Valle della Morte. Si preannuncia una tappa piuttosto impegnativa. Dobbiamo percorrere quasi 700km.
Una volta partiti da Las Vegas, si torna subito alla realtà. Comincia l&#8217;arido ed il deserto. [...]]]></description>
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<td><a href="http://picasaweb.google.it/leonardo.angelini/20080822LasVegasDeathValleyVisalia?authkey=7qAXA349aTk"><img src="http://lh3.ggpht.com/leonardo.angelini/SLEaYk8DxQI/AAAAAAAAINs/lwXlIySDxjU/s400/IMG_0486.JPG" /></a></td>
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<td style="font-family:arial,sans-serif; font-size:11px; text-align:right">Da <a href="http://picasaweb.google.it/leonardo.angelini/20080822LasVegasDeathValleyVisalia?authkey=7qAXA349aTk">2008-08-22 La&#8230;</a></td>
</tr>
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<p>In programma abbiamo una giornata di viaggio. Dobbiamo partire da Las Vegas e tornare in California, portandoci a ridosso del parco Yosemite, passando per la Valle della Morte. Si preannuncia una tappa piuttosto impegnativa. Dobbiamo percorrere quasi 700km.</p>
<p>Una volta partiti da Las Vegas, si torna subito alla realtà. Comincia l&#8217;arido ed il deserto. Dopo circa tre ore di viaggio eccoci giunti alla Valle della Morte. Il nome dice tutto. E&#8217; un deserto molto arido. Molto scenico da percorrere. Non c&#8217;è nulla in mezzo. Né un distributore, né una cittadina. Bisogna attraversarlo tutto d&#8217;un fiato senza fermarsi, sperando che la macchina non dia segni di squilibrio. Ah, dimenticavo. La temperatura in mezzo alla valle era di 49°C! L&#8217;aria condizionata della macchina va rigorosamente staccato per non affaticare il motore.</p>
<p>Il traffico è quasi nullo. Le strade sono ditte ed arrivano sempre fino all&#8217;orizzonte. La valle è stretta e lunga. Ci sono alcuni punti che merita una tappa veloce, visto il caldo infernale. Il ptimo punto dove ci fermiamo è Zabriskie Point. Poi, più avanti facciamo tappa tra le dune di sabbia. Ne raccogliamo un po&#8217;, la riporteremo in Italia per ricordo. La temperatura è talmente alta che non si riesce a stare per più di 5 minuti fuori dall&#8217;abitacolo. Non c&#8217;è vento, non ci sono nuvole. Ci siamo solo noi, una strada infinita, il deserto e 49 gradi.</p>
<p>Continuiamo a percorrere la valle. Passiamo per il punto più basso del Nord America, a -86 metri sotto il livello del mare. Poi finalmente comincia la salita. Cominciamo ad uscire dalla valle. Dobbiamo percorrere parecchie miglia prima di uscire completamente e portarci su temperature umane, sotto i 40 gradi.</p>
<p>Eccoci che ci avviciniamo al nostro motel. Per la prima volta da quando siamo partiti, vediamo aree verdi. Abbiamo abbandonato definitivamente per zone aride e desertiche. Ora vediamo coltivazioni, colline verdi, vegetazioni, allevamenti. Sono le 8pm, siamo arrivati al nostro motel.</p>
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		<title>Giorno 25: Las Vegas</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Aug 2008 06:09:55 +0000</pubDate>
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Da 2008-08-21 La&#8230;



Oggi decidiamo di rilassarci al massimo andando nella galattica piscina dell&#8217;hotel. L&#8217;area pool&#38;spa è formata da 4 piscine di varia dimensione, profondità e persino temperatura. Poi ci sono un paio di vasche con idromassaggio, poi la palestra e altre cosette più o meno utili. La sera, come sempre, giro sulla Strip, fino ad [...]]]></description>
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<td><a href="http://picasaweb.google.it/leonardo.angelini/20080821LasVegas?authkey=uNCRmPQfIrk"><img src="http://lh4.ggpht.com/leonardo.angelini/SK-oomg-r8I/AAAAAAAAIDA/CJAW_Hh5Zhg/s400/DSC02540.JPG" alt="" /></a></td>
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<td style="font-family:arial,sans-serif; font-size:11px; text-align:right">Da <a href="http://picasaweb.google.it/leonardo.angelini/20080821LasVegas?authkey=uNCRmPQfIrk">2008-08-21 La&#8230;</a></td>
</tr>
</tbody>
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<p>Oggi decidiamo di rilassarci al massimo andando nella galattica piscina dell&#8217;hotel. L&#8217;area pool&amp;spa è formata da 4 piscine di varia dimensione, profondità e persino temperatura. Poi ci sono un paio di vasche con idromassaggio, poi la palestra e altre cosette più o meno utili. La sera, come sempre, giro sulla Strip, fino ad arrivare nuovamente al Bellagio con le sue spettacolari fontane. Così, semplicemente, arriva la tarda ora e ci ritiriamo nella nostra camera.</p>
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		<title>Giorno 24: Las Vegas</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Aug 2008 08:13:55 +0000</pubDate>
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Da 2008-08-19 La&#8230;


Ci svegliamo tardi. Tanto Las Vegas vive di notte. Decidiamo di vedere per bene alcuni casinò. Paris, ad esempio. La torre d&#8217;Eiffel è davvero grande. All&#8217;interno troviamo una piccola Parigi ricostruita. Con i suoi lampioni caratteristici, le vie, la pavimentazione, la musica tipica di Parigi.
Stessa cosa per Venice. E&#8217; stato tutto ricustruito nei [...]]]></description>
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<td><a href="http://picasaweb.google.it/leonardo.angelini/20080819LasVegas?authkey=CEOylhhFSoQ"><img src="http://lh6.ggpht.com/leonardo.angelini/SK0fMybVQ6I/AAAAAAAAH1s/9RmyYDqYq6I/s400/DSC02313.JPG" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td style="font-family:arial,sans-serif; font-size:11px; text-align:right">Da <a href="http://picasaweb.google.it/leonardo.angelini/20080819LasVegas?authkey=CEOylhhFSoQ">2008-08-19 La&#8230;</a></td>
</tr>
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<p>Ci svegliamo tardi. Tanto Las Vegas vive di notte. Decidiamo di vedere per bene alcuni casinò. Paris, ad esempio. La torre d&#8217;Eiffel è davvero grande. All&#8217;interno troviamo una piccola Parigi ricostruita. Con i suoi lampioni caratteristici, le vie, la pavimentazione, la musica tipica di Parigi.</p>
<p>Stessa cosa per Venice. E&#8217; stato tutto ricustruito nei minimi dettagli. Sembra davvero di essere a Venezia. Ci sono pure gondolieri. Unico neo: i gondolieri cantano in italiano in modo orrendo. Provate ad immaginare un americano che canta in italiano&#8230;</p>
<p>Sperimentiamo un altro gioco. La roulette. Questa volta però, l&#8217;abbiamo vinta noi. Il gioco della roulette è meno &#8220;random&#8221; e conta anche l&#8217;abilità del giocatore. Alla fine della partita riusciamo a vincere qualche decina di dollari.</p>
<p>La sera passiamo al Bellagio dove c&#8217;è uno spettacolo imperdibile. Lo show delle fontane. Davvero ben realizzato. Emozionante vedere la danza delle fontane con la musica di Bocelli.</p>
<p>Dopo una lunga camminata, rientriamo tardi, stanchi.</p>
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		<title>Giorno 23: Las Vegas</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Aug 2008 07:51:27 +0000</pubDate>
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Da 2008-08-18 La&#8230;


Partiamo da Hurricane per arrivare a Las Vegas. Circa 1 ora e mezza di auto. Siamo ancora nel deserto. Incontriamo piccole cittadine, poi finalmente ci avviciniamo a Las Vegas. Si intravedono i grandi palazzi dei casinò, mentre intorno il paesaggio è arido.
Prima di entrare a nella città facciamo una deviazione per lo Speedway [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table style="width:auto;">
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<td><a href="http://picasaweb.google.it/leonardo.angelini/20080818LasVegas?authkey=e_rPw1mH_a0"><img src="http://lh3.ggpht.com/leonardo.angelini/SK0YzprT2lI/AAAAAAAAHqY/Z6ihuN51pRU/s400/DSC02198.JPG" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td style="font-family:arial,sans-serif; font-size:11px; text-align:right">Da <a href="http://picasaweb.google.it/leonardo.angelini/20080818LasVegas?authkey=e_rPw1mH_a0">2008-08-18 La&#8230;</a></td>
</tr>
</table>
<p>Partiamo da Hurricane per arrivare a Las Vegas. Circa 1 ora e mezza di auto. Siamo ancora nel deserto. Incontriamo piccole cittadine, poi finalmente ci avviciniamo a Las Vegas. Si intravedono i grandi palazzi dei casinò, mentre intorno il paesaggio è arido.</p>
<p>Prima di entrare a nella città facciamo una deviazione per lo Speedway di Las Vegas, il mitico circuito dove corre la Nascar. Non ci sono gare oggi, ma fortunatamente ci sono i preparativi per questo weekend. Così troviamo diverse auto Nascar caricate su un cammion. Accediamo con la macchina in un area privata. Nessuno se ne accorge, passiamo indisturbati. Facciamo un po&#8217; di foto con le bellissime macchine, poi proviamo a vedere se è possibile accedere al circuito. Dall&#8217;ingresso è tutto chiuso. Riusciamo a fare qualche foto dall&#8217;esterno. Poi proviamo ad andare dietro. In effetti c&#8217;è un cancello aperto. Probabilmente stanno lavorando dentro il circuito. Entriamo, sperando che nessuno ci noti. Ed eccoci dentro il circuito. Siamo in tribuna. Bellissimo l&#8217;ovale. Manto stradale perfetto. L&#8217;impianto è più piccolo di come ce l&#8217;immaginavamo. Facciamo due foto e ripartiamo per il nostro hotel. L&#8217;Excalibur. Per strada c&#8217;è molto traffico.</p>
<p>Arriviamo finalmente. L&#8217;hotel casinò è bellissimo. Fiabesco. Parcheggiamo, entriamo. Si sente il rumore delle centinaia di slot machine. Arriviamo alla &#8220;registration&#8221; e ci assegnano la nostra stanza. E&#8217; una bella stanza. L&#8217;hotel è tematico e riprende lo stile dei castelli dell&#8217;epica di Re Artù.</p>
<p>Ci sistemiamo, usciamo a dare uno sguardo. E&#8217; tutto molto bello e colorato. Si entra tra uno casinò e l&#8217;altro, lungo la strip, ovvero, la via dei casinò.</p>
<p>I casinò sono grandissimi. Ci si perde dentro. Si gira all&#8217;interno per minuti senza riuscire ad orientarsi, saltando dalla sala del casinò, all&#8217;area per lo shop. Ogni elemento all&#8217;interno dei casinò è curato al dettaglio.</p>
<p>Vediamo così gli altri hotel casinò tematici. Si va dal Luxur con la sua ambientazione faraonica, piramidi, sfingi e quant&#8217;altro. Paris, con la torre d&#8217;Eiffel, al Venice, ambientato a Venezia, al Cesars Palace, ambientato nell&#8217;antica Roma, al Teasure Island, ambientato nell&#8217;isola e pirati. Ovviamente, per stile ed eleganza, in cima ai preferiti c&#8217;è il Bellagio, utilizzato per innumerevoli film, tipo Ocean&#8217;s Eleven.</p>
<p>Proviamo l&#8217;ebrezza di giocare qualche dollaro alle slot machines. Perdiamo. Si è fatto tardi, siamo stanchi. Andiamo a dormire.</p>
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		<title>Giorno 22: Zion National Park</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Aug 2008 06:25:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>leonardo</dc:creator>
		
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Da 2008-08-17 Zi&#8230;



Altro giorno, altro parco naturale. Quello di oggi è un parco naturale visitato per lo più da chi fa passeggiate ed escursioni. Così facciamo anche noi. Lasciamo la macchina al visitor center, prendiamo la navetta (lo shuttle) e ci facciamo portare in una zona centrale del parco.
Il percorso che ci attira è la [...]]]></description>
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<td><a href="http://picasaweb.google.it/leonardo.angelini/20080817ZionNationalPark?authkey=8efknFJbQAM"><img src="http://lh3.ggpht.com/leonardo.angelini/SKkPoRNQHrI/AAAAAAAAHbs/uff98205sI0/s400/IMG_0242.JPG" alt="" /></a></td>
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<tr>
<td style="font-family:arial,sans-serif; font-size:11px; text-align:right">Da <a href="http://picasaweb.google.it/leonardo.angelini/20080817ZionNationalPark?authkey=8efknFJbQAM">2008-08-17 Zi&#8230;</a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Altro giorno, altro parco naturale. Quello di oggi è un parco naturale visitato per lo più da chi fa passeggiate ed escursioni. Così facciamo anche noi. Lasciamo la macchina al visitor center, prendiamo la navetta (lo shuttle) e ci facciamo portare in una zona centrale del parco.</p>
<p>Il percorso che ci attira è la visita di tre piscine formate da un piccolo fiume che attraversa il parco. Un paio d&#8217;ore di cammino. Fa abbastanza caldo. Circa 35°C. Fortunatamente la passeggiata è per lo più all&#8217;ombra. Il parco si presenta con un panorama di montagne rosse con una fitta vegetazione all&#8217;interno. Ci sono molti animali che si possono vedere con un po&#8217; di attenzione. La passeggiata ci permette di arrivare ad un punto sufficientemente alto per poter ammirare la bellezza del paesaggio. Non essendo molto allenati, la salita ci mette presto a ko. Così non proviamo altri percorsi.</p>
<p>Scattiamo comunque foto, ci godiamo il paesaggio e l&#8217;aria pulita. Verso la fine del pomeriggio ci dirigiamo verso la macchina per partire ed uscire dal parco. Prima andare nel nostro albergo di Hurricane, decidiamo di sperimentare l&#8217;emozione di trovare una città fantasma. Una ghost town come la chiamano qui. In questa zona ce ne sono diverse. Ci fermiamo nei pressi di un motel per attingere ad una connessione wireless ed accendere il nostro notebook con lo scopo di trovare le coordinate geografiche precise della città fantasma. La troviamo. E&#8217; a poche miglia da noi. Programmiamo il GPS e partiamo.</p>
<p>Il navigatore ci porta fuori dalla cittadina. Comincia una strada sterrata sotto una montagna di color rosso. Dall&#8217;altra parte ci sono alcuni ranch. Ad un certo punto incontriamo alcuni cartelli che intimano di tornare indietro, altri dicono che si sta accedendo a proprietà privata. Arriviamo addirittura su un punto con ben tre telecamere che ci osservano. Oltrepassiamo tutto. Finalmente ad un certo punto troviamo la città fantasma.</p>
<p>La città si chiama Grafton. E&#8217; stata abitata tra il 1800 ed il 1900. Nel 1864 vivevano circa 28 famiglie. Nel 1866 furono quasi tutti uccisi da un attacco indiano. Visitiamo prima di tutto il cimitero. E&#8217; piccolo e sulle tombe leggiamo che molti degli abitanti sono stati uccisi dagli indiani. Altri sono morti per malattie. Quasi tutti giovanissimi. Entriamo all&#8217;interno del cancello della piccola cittadina e vediamo ancora la chiesa e altri tre-quattro edifici. Sono stati fatti dei piccoli restauri. Ci sono persone del posto che preservano i resti della città. Ci sono persino dei depliant con la storia della cittadina.</p>
<p>Ora possiamo tornare via da quel posto ed andare al nostro motel di Hurricane. Domani ci aspettano quattro giorni a Las Vegas!</p>
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		<title>Giorno 21: Bryce park</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Aug 2008 06:10:33 +0000</pubDate>
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Da 2008-08-16 Br&#8230;


Per raggiungere il Bryce park abbiamo circa 4 ore e mezzo di viaggio. Aggiungiamo circa 1 ora di strada perché su suggerimento dei nostri amici Mirko e Paola, passiamo per la scenic drive, subito all&#8217;uscita di Moab. In effetti il panorama è bellissimo. Si costeggia il Colorado per diverse miglia.
Arriviamo a Bryce per [...]]]></description>
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<td><a href="http://picasaweb.google.it/leonardo.angelini/20080816BryceCanyon?authkey=NCPMaSwCY64"><img src="http://lh6.ggpht.com/leonardo.angelini/SKfAC5D3mXI/AAAAAAAAHZ0/9DVJkgdwUVc/s400/IMG_0130.JPG" /></a></td>
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<tr>
<td style="font-family:arial,sans-serif; font-size:11px; text-align:right">Da <a href="http://picasaweb.google.it/leonardo.angelini/20080816BryceCanyon?authkey=NCPMaSwCY64">2008-08-16 Br&#8230;</a></td>
</tr>
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<p>Per raggiungere il Bryce park abbiamo circa 4 ore e mezzo di viaggio. Aggiungiamo circa 1 ora di strada perché su suggerimento dei nostri amici Mirko e Paola, passiamo per la scenic drive, subito all&#8217;uscita di Moab. In effetti il panorama è bellissimo. Si costeggia il Colorado per diverse miglia.</p>
<p>Arriviamo a Bryce per le 4 pm (in Italia avremmo detto le 16&#8230;). I primi view point che visitiamo sono i più lontani. Ad essere sinceri l&#8217;impatto non è stato bellissimo. Dai primi view point non si riusciva a scorgere tutto il canyon. Vediamo view point uno dopo l&#8217;altro, veloci, non proprio soddisfatti. Poi, finalmente. Gli ultimi punti sono effettivamente i più belli. Panorama stupendo, preso proprio al tramonto. Colori delle rocce rosse e bianche.</p>
<p>All&#8217;uscita del parco abbiamo contatti ravvicinati del terzo tipo con varie specie animali: cervi, marmotte, scoiattoli. Bellissimo.</p>
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		<title>Giorno 20: Moab e Arches park</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Aug 2008 05:10:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>leonardo</dc:creator>
		
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Da 2008-08-15 Moab



Ci svegliamo tardi. Ieri, con 7 ore di viaggio, è stata una mazzata. Ieri sera abbiamo messo il foglietto &#8220;not disturb&#8221; sulla porta della nostra stanza ed abbiamo ronfato beatamente per tutta la mattina.
Ci svegliamo, doccia veloce, pranzo e pronti per andare a visitare l&#8217;Arches National Park. E&#8217; un parco naturale molto caratteristico, [...]]]></description>
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<td><a href="http://picasaweb.google.it/leonardo.angelini/20080815Moab?authkey=i5i-F0pZU_M"><img src="http://lh5.ggpht.com/leonardo.angelini/SKeyRKwhymI/AAAAAAAAHJU/OFRgOWCwzcY/s400/IMG_9938.JPG" alt="" /></a></td>
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<td style="font-family:arial,sans-serif; font-size:11px; text-align:right">Da <a href="http://picasaweb.google.it/leonardo.angelini/20080815Moab?authkey=i5i-F0pZU_M">2008-08-15 Moab</a></td>
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</tbody>
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<p>Ci svegliamo tardi. Ieri, con 7 ore di viaggio, è stata una mazzata. Ieri sera abbiamo messo il foglietto &#8220;not disturb&#8221; sulla porta della nostra stanza ed abbiamo ronfato beatamente per tutta la mattina.</p>
<p>Ci svegliamo, doccia veloce, pranzo e pronti per andare a visitare l&#8217;Arches National Park. E&#8217; un parco naturale molto caratteristico, dove ci sono la maggior presenza di archi naturali al mondo.</p>
<p>Il parco è formato da una serie di colline rocciose, con vari canyon. Il colore delle rocce è molto simile alla monument valley. Anche questo parco è sede di numerosi western. Per vedere gli archi ci sono vari sentieri da raggiungere a piedi. Gli archi sono tanti, perciò decidiamo di visitare i più caratteristici. I sentieri sono belli da percorrere. Il terreno varia dalla sabbia finissima, alla ghiaia, alle lastre di roccia. Panorama stupendo. Rimaniamo fino al tramonto. Ci rendiamo conto ad un certo punto di avere il sole che tramontava da un lato e la luna che sorgeva dall&#8217;altro. Bella coincidenza.</p>
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		<title>Giorno 19: Monument Valley</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Aug 2008 04:36:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>leonardo</dc:creator>
		
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Da 2008-08-14 Mo&#8230;



Sappiamo che oggi la giornata sarà emozionante perché attraverseremo la Monument Valley. La Monument Valley è un&#8217;icona degli Stati Uniti occidentali. Il pianoro desertico è in realtà di origine fluviale e si trova al confine tra Utah e Arizona in un&#8217;area abbastanza isolata quanto estesa che dista più di 70 km dalla cittadina [...]]]></description>
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<td><a href="http://picasaweb.google.it/leonardo.angelini/20080814MonumentValley?authkey=V0OdmA3rlnc"><img src="http://lh6.ggpht.com/leonardo.angelini/SKeo-AuSgaI/AAAAAAAAG0Q/BmWF62oDnVM/s400/IMG_9540.JPG" alt="" /></a></td>
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<td style="font-family:arial,sans-serif; font-size:11px; text-align:right">Da <a href="http://picasaweb.google.it/leonardo.angelini/20080814MonumentValley?authkey=V0OdmA3rlnc">2008-08-14 Mo&#8230;</a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Sappiamo che oggi la giornata sarà emozionante perché attraverseremo la Monument Valley. La Monument Valley è un&#8217;icona degli Stati Uniti occidentali. Il pianoro desertico è in realtà di origine fluviale e si trova al confine tra Utah e Arizona in un&#8217;area abbastanza isolata quanto estesa che dista più di 70 km dalla cittadina più vicina: Kayenta. E&#8217; la patria dei più bei film western e non solo.</p>
<p>Partiamo da Page e dopo un paio d&#8217;ore arriviamo finalmente a destinazione. I navajo ci fanno pagare 10 dollari per accedere alla Monument Valley. Siamo dentro. La vista è fantastica. Si può entrare con la macchina e fare un giro tra i &#8220;monumenti&#8221; nella strada sterrata. Circa 20 miglia da fare nello sterrato in cirrca tre ore.</p>
<p>Appena entrati, riaffiorano ricordi di mitici film, come C&#8217;era una volta il West, Forrest Gump, Ritorno al futuro, Thelma&amp;Louise e decine e decine di film di John Ford, John Wayne, Clint Eastwood. Mentre percorriamo la strada sterrata ascoltiamo Ennio Morricone. La vista è entusiasmante. Tutto è perfetto. La terra è arida e rossa. Ogni tanto il vento spazza la sabbia in aria. Come nei film western. In qualunque punto andiamo c&#8217;è sempre qualcosa da fotografare. Porteremo per sempre con noi ricordi bellissimi della Monument Valley.</p>
<p>Siamo a metà pomeriggio, ci accingiamo ad uscire dal parco. Visitiamo un piccolo museo che mostra l&#8217;elenco vastissimo dei film girati in quei posti, con pezzi davvero unici: copioni, foto, autografi e molti altri cimeli sono stati raccolti negli anni dalla signora che gestisce il piccolo museo. John Ford è considerato come una specie di santo. Ogni locale, ogni posto nel raggio di 50 miglia ha una sua foto.</p>
<p>A questo punto rientriamo in macchina. Dobbiamo fare altre 150 miglia per arrivare al nostro nuovo motel di Moab. Abbiamo fame. Non abbiamo praticamente pranzato. Ci fermiamo su un tipico locale ambientato ovviamente in stile western. Al tavolo abbiamo una lanterna a petrolio che fa abbastanza scena. Nel mezzo della nostra cena, salta la corrente. Tutta la cittadina rimane al buio. La lampada a petrolio non è più solo un abbellimento. Purtroppo la cena prosegue lentamente. La cucina senza energia elettrica va a rilento. Perdiamo molto tempo. Ripartiamo con il buio. Dobbiamo fare due ore di strada nel buio ed attraversare il deserto dello Utah. Le strade sono lunghissime e dritte. Non c&#8217;è nessuno per strada. Se ci si ferma la macchina non sappiamo come fare.</p>
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		<title>Giorno 18: Page e Antelope Canyon</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Aug 2008 07:04:02 +0000</pubDate>
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Da 2008-08-13 Page



Abbiamo in programma la visita dell&#8217;antelope canyon. Si tratta di un canyon molto particolare, scavato dal vento e dall&#8217;acqua. Si visita a piedi, è molto stretto. La particolaritè sono i colori che assumono le rocce quando vengono colpite dalla luce del sole. Il canyon è gestito direttamente dai Navajo. Andiamo in un punto [...]]]></description>
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<td><a href="http://picasaweb.google.it/leonardo.angelini/20080813Page?authkey=DYm6xjmMHjk"><img src="http://lh4.ggpht.com/leonardo.angelini/SKPYIrpCYxI/AAAAAAAAGls/m8YEX3rYKDQ/s400/DSC01902.JPG" alt="" /></a></td>
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<tr>
<td style="font-family:arial,sans-serif; font-size:11px; text-align:right">Da <a href="http://picasaweb.google.it/leonardo.angelini/20080813Page?authkey=DYm6xjmMHjk">2008-08-13 Page</a></td>
</tr>
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<p>Abbiamo in programma la visita dell&#8217;antelope canyon. Si tratta di un canyon molto particolare, scavato dal vento e dall&#8217;acqua. Si visita a piedi, è molto stretto. La particolaritè sono i colori che assumono le rocce quando vengono colpite dalla luce del sole. Il canyon è gestito direttamente dai Navajo. Andiamo in un punto in mezzo al deserto dove c&#8217;è un parcheggio di sabbia con una baracca dove ci sono due indiane che fanno il biglietto. Ci fanno aspettare il nostro turno.</p>
<p>Durante l&#8217;attesa conosciamo Marco ed Eleonora, due ragazzi simpaticissimi di Monza che stanno passando una vacanza molto simile alla nostra. E&#8217; con loro che passeremo buona parte della giornata.</p>
<p>Arriva il nostro turno, cominciamo ad avviarci verso il canyon. L&#8217;indiana ci fa fa vedere la strada e ci spiega un po&#8217; di cose. Da fuori non si vede molto. C&#8217;è solo sabbia e rocce di color rosso. Ad un certo punto, una fessura della roccia. Quella è la nostra porta di ingresso. Cominciamo a scendere in questa gola formata tra due lastre di roccia. Ecco che compaiono avanti a noi le curve, i colori delle rocce. Si sta freschi. Il percorso è bello, a volte stretto, non semplicissimo. Però l&#8217;ambientazione è sicuramente unica.</p>
<p>Dopo circa un ora il canyon finisce. Torniamo in superfice. Gli oltre 35°C si fanno sentire. Con i nostri nuovi amici Marco ed Eleonora decidiamo di andare a visitare la diga del lago Powell. Questo lago artificiale è formato con l&#8217;acqua del Colorado. La diga che permette la formazione del lago è una delle più grandi degli USA. Marco ci dice che quella diga è stata il set di Superman e di molti altri film. La visita alla diga è ad accesso controllato. Un agente ci perquisice ed entriamo nella struttura. La guida ci porta all&#8217;interno della mastodontica opera, ce la fa visitare dall&#8217;alto, poi con l&#8217;asciensore, dal basso. Proprio in basso è presente la centrale idroelettrica di grosse dimensioni. Fornisce elettricità a molte città, tra cui Phoenix, Las Vegas.</p>
<p>Siamo a metà pomeriggio. Marco ed Eleonora sono in partenza. Hanno anche loro nella scaletta la visita di altri parchi, Las Vegas e San Francisco. Li salutiamo e li ringraziamo per la piacevole giornata.</p>
<p>Noi invece rimaniamo a Page fino a domani. Approfittiamo per vedere meglio le zone del lago.</p>
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		<title>Giorno 17: Viaggio Williams-Page</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Aug 2008 06:27:36 +0000</pubDate>
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Da 2008-08-12 Wi&#8230;



Ci prepariamo per un viaggio di circa tre ore. Si parte da Williams, dalla Route 66 per arrivare nel cuore della riserva dei Navajo. Prima di partire, ci concediamo un po&#8217; di tempo per goderci Williams, distretto storico sito sulla mitica Route 66 dove abbiamo passato i due giorni precedenti. Quando si percorre [...]]]></description>
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<td><a href="http://picasaweb.google.it/leonardo.angelini/20080812WilliamsPage?authkey=PGSJefCix1M"><img src="http://lh6.ggpht.com/leonardo.angelini/SKPHwbKpGQI/AAAAAAAAGXg/-zgVMz9haU0/s400/IMG_9244.JPG" alt="" /></a></td>
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<tr>
<td style="font-family:arial,sans-serif; font-size:11px; text-align:right">Da <a href="http://picasaweb.google.it/leonardo.angelini/20080812WilliamsPage?authkey=PGSJefCix1M">2008-08-12 Wi&#8230;</a></td>
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<p>Ci prepariamo per un viaggio di circa tre ore. Si parte da Williams, dalla Route 66 per arrivare nel cuore della riserva dei Navajo. Prima di partire, ci concediamo un po&#8217; di tempo per goderci Williams, distretto storico sito sulla mitica Route 66 dove abbiamo passato i due giorni precedenti. Quando si percorre questa strada si sente davvero un clima speciale. Sulla strada passano decine di Harley Davidson rombanti, guidate da personaggi unici, con i loro giubbetti di pelle. Ci sono anche molte donne che guidano questi bolidi, anche loro con l&#8217;aria da vere dure. Qui in Arizona non si usa il casco. Perciò chi viaggia in moto ha bandane, cappelli, berretti di ogni genere.</p>
<p>Poi partiamo. Con le prime miglia passiamo attraverso foreste verdissime. Non è raro vedere volpi, cervi, mucche, scoiattoli. Le strade sono infinitamente dritte, belle, lisce.</p>
<p>Dopo un po&#8217; le foreste finiscono e comincia il deserto. Immenso, grandissimo. All&#8217;orizzonte si vede solo deserto. Con la nostra auto ci passiamo in mezzo. Gli sfondi sono bellissimi. Con l&#8217;avvicinarsi a Page la sabbia diventa sempre più di color rosso e ci sono montagne di roccia. Questo tratto di strada è veramente bello.</p>
<p>Arriviamo a Page. Siamo nel mezzo della riserva degli indiani. I Navajo. O i nativi, come li chiamano qui. Il paesaggio che circonda Page è da far west. Abbiamo il tempo di lasciare la macchina in una sorta di parcheggio ai bordi della strada ed attraversare a piedi per circa un miglio il deserto. Ci sono 38°C, l&#8217;aria è bollente ed il sole picchia. Ma ne vale la pena perché stiamo andando a vedere il Colorado che passa attraverso il Glen Canyon. Troviamo così  il Colorado di un colore azzurro-verde che passa in mezzo ad un profondo canyon con rocce di colore rosso. Spettacolo suggestivo della natura.</p>
<p>Torniamo al nostro motel, giusto il tempo per passare ad un supermercato ed acquistare un Ipod nano.</p>
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		<title>Giorno 16: Grand Canyon</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Aug 2008 05:59:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>leonardo</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[Viaggio di nozze]]></category>

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Da 2008-08-11 Gr&#8230;



Oggi giornata interamente dedicata al Grand Canyon. Questa volta andiamo in macchina, con l&#8217;obiettivo di restare fino al tramonto e gustarsi il sunset.
Visto il tempo limitato a disposizione, decidiamo di vedere solo i view point in quota. Magari in una prossima visita potremo organizzare un trekking fino al Colorado.
A differenza di ieri, con [...]]]></description>
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<td><a href="http://picasaweb.google.it/leonardo.angelini/20080811GrandCanyon?authkey=QdnOB5TERIg"><img src="http://lh6.ggpht.com/leonardo.angelini/SKOej1ybJlI/AAAAAAAAGMw/fnUmhRznl6U/s400/IMG_9021.JPG" alt="" /></a></td>
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<td style="font-family:arial,sans-serif; font-size:11px; text-align:right">Da <a href="http://picasaweb.google.it/leonardo.angelini/20080811GrandCanyon?authkey=QdnOB5TERIg">2008-08-11 Gr&#8230;</a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Oggi giornata interamente dedicata al Grand Canyon. Questa volta andiamo in macchina, con l&#8217;obiettivo di restare fino al tramonto e gustarsi il sunset.</p>
<p>Visto il tempo limitato a disposizione, decidiamo di vedere solo i view point in quota. Magari in una prossima visita potremo organizzare un trekking fino al Colorado.</p>
<p>A differenza di ieri, con la macchina riusciamo a spingerci più lontani, ad ovest, fino al desert view, dove aspettiamo il tramonto.</p>
<p>Il Grand Canyon è uno spettacolo assolutamente da vedere. Al tramonto la bellezza aumenta. Le rocce diventano ancora più rosse, le ombre si allungano e danno ancora più senso di profondità.</p>
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		<title>Giorno 15: Grand Canyon</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Aug 2008 06:12:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>leonardo</dc:creator>
		
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Da 2008-08-10 Gr&#8230;



Alle 9 in punto siamo alla stazione di Williams perché sta per partire il nostro treno a vapore diretto al Grand Canyon. Facciamo i biglietti su una stazione che ricrea l&#8217;atmosfera del selvaggio west. Arriva il treno con l&#8217;inconfondibile sirena, saliamo sulla nostra carrozza e via, si parte.
Il viaggio che ci aspetta è [...]]]></description>
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<td><a href="http://picasaweb.google.it/leonardo.angelini/20080810GrandCanyon?authkey=w9H8b1s90hs"><img src="http://lh4.ggpht.com/leonardo.angelini/SJ_XSVWz4eI/AAAAAAAAF5o/C87tvCnI8wA/s400/DSC01719.JPG" alt="" /></a></td>
</tr>
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<td style="font-family:arial,sans-serif; font-size:11px; text-align:right">Da <a href="http://picasaweb.google.it/leonardo.angelini/20080810GrandCanyon?authkey=w9H8b1s90hs">2008-08-10 Gr&#8230;</a></td>
</tr>
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</table>
<p>Alle 9 in punto siamo alla stazione di Williams perché sta per partire il nostro treno a vapore diretto al Grand Canyon. Facciamo i biglietti su una stazione che ricrea l&#8217;atmosfera del selvaggio west. Arriva il treno con l&#8217;inconfondibile sirena, saliamo sulla nostra carrozza e via, si parte.</p>
<p>Il viaggio che ci aspetta è lungo, circa due ore e mezza, perché il treno non va più forte di 40 miglia orarie. Gli addetti alla Grand Canyon Railways sono tutti vestiti come un tempo. Anche qui, nulla è lasciato al caso. Sembra di essere tornati indietro nel tempo. La nostra speaker è una signora molto simpatica che ci spiega man mano che il treno si addentra nella foresta. Non capiamo molto, però ogni tanto fa delle battute del tipo &#8220;laggiù in quello stagno ci fanno il bagno i cowboys&#8221;. E gli ospiti della carrozza ridono. Durante il tragitto ci sono varie animazioni, tipo alcuni suonatori di chitarra ed armonica vestiti da cowboys che ci allietano con musica country. In carrozza vengono distribuite gratuitamente bottiglie di coca cola. L&#8217;acqua si paga ma la coca cola no.</p>
<p>Arriviamo alla stazione del Grand Canyon. Abbiamo circa tre ore di tempo prima che il treno ritorni a Williams. Ci sono varie navette gratuite che ci portano ai vari view point. Visto che il tempo non è molto, vediamo i punti più centrali. Ci sono dei sentieri che costeggiano il canyon.</p>
<p>Lo spettacolo è incredibile. Il Grand Canyon è davvero imponente. Non c&#8217;è un filo di vento. C&#8217;è silenzio, nonostante tanti visitatori. Tutti rimasti a bocca aperta di fronte allo spettacolo della natura. Facciamo i nostri giri, visitiamo i view point, entriamo nel museo. Passano in fretta le tre ore a disposizione ed il treno è di nuovo pronto per riportarci a Williams.</p>
<p>Al ritorno c&#8217;è ancora la nostra hostess che ci continua a spiegare ed ancora altri artisti che ci fanno ascoltare musica country.</p>
<p>Ad un certo punto il treno rallenta, poi si ferma. Ed ecco che spuntano i banditi a cavallo. Sono almeno cinque, forse più. Tutti a cavallo e sparano in aria con le loro pistole! Bello spettacolo. Il treno riparte. Dopo un po&#8217; ci rendiamo conto che i banditi sono saliti a bordo e ci intrattengono. Sono vestiti da veri cowboy. Sfilano di carrozza in carrozza. Ovviamente non poteva mancare lo sceriffo che li rincorre e li arresta.</p>
<p>Nel frattempo siamo arrivati. Lo show è stato molto simpatico. Anche se il treno è veramente lento e lascia poco tempo per la visita del canyon. Riproveremo domani a visitarlo meglio.</p>
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		<title>Giorno 14: Viaggio Phoenix-Sedona-Williams</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Aug 2008 06:39:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>leonardo</dc:creator>
		
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Da 2008-08-09 Ph&#8230;


Da oggi comincia il nostro itinerario naturalistico. Viaggeremo attraversando canyon, deserti, valli, parchi, foreste ecc. Partiamo così da Phoenix con l&#8217;obiettivo di raggiungere Williams, una cittadina vicina al Grand Canyon.
Appena usciti da Phoenix cominciano a susseguirsi diversi paesaggi. Si passa da terreni aridi, ad aree verdi, a foreste, a montagne di color rosso.
Facciamo [...]]]></description>
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<td><a href="http://picasaweb.google.it/leonardo.angelini/20080809PhoenixWilliams?authkey=ERA95FQ1KWo"><img src="http://lh3.ggpht.com/leonardo.angelini/SJ6Jxpji8DI/AAAAAAAAFtM/P-7FwAyHdfE/s400/IMG_8742.JPG" /></a></td>
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<td style="font-family:arial,sans-serif; font-size:11px; text-align:right">Da <a href="http://picasaweb.google.it/leonardo.angelini/20080809PhoenixWilliams?authkey=ERA95FQ1KWo">2008-08-09 Ph&#8230;</a></td>
</tr>
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<p>Da oggi comincia il nostro itinerario naturalistico. Viaggeremo attraversando canyon, deserti, valli, parchi, foreste ecc. Partiamo così da Phoenix con l&#8217;obiettivo di raggiungere Williams, una cittadina vicina al Grand Canyon.</p>
<p>Appena usciti da Phoenix cominciano a susseguirsi diversi paesaggi. Si passa da terreni aridi, ad aree verdi, a foreste, a montagne di color rosso.</p>
<p>Facciamo una deviazione passando per Sedona, dove è presente un paesaggio tipico da far west. Sedona è una gettonata località dove vengono girati molteplici western. Ottimo paesaggio circostante. Le montagne sono di colore rosso intenso. La cittadina è ambientata in stile far west, con piccoli negozi che vendono ogni genere di souvenir.</p>
<p>Proseguiamo verso Flagstaff e poi finalmente percorriamo la mitica route 66. Paesaggi bellissimi. Arriviamo a destinazione a Williams. Questa cittadina è veramente graziosa. Si intreccia lo stile da far west, con la mitologia della route 66. Soggiorniamo al Grand Canyon Hotel. E&#8217; indubbiamente l&#8217;albergo più originale che abbiamo visto. Tutto è curato nei minimi dettagli. E&#8217; in stile anni 60. E&#8217; tutto perfetto. La proprietaria dell&#8217;hotel ci chiede di fare un giro per scegliere la camera. Inizialmente non capivamo perché pensavamo che una valeva l&#8217;altra. Invece ci rendiamo conto che ogni camera è tematica. Una è sullo stile Paris, un altra in stile far west, un altra in stile USA anni 60. La nostra si chiama boudoir. Il nome è tutto un programma. I corridoi dell&#8217;hotel sono pieni di oggetti antichi, cimelli della route 66, vecchi bagagli. Il pavimento è di legno, scricchiola, è irregolare. Nel corridoio non è nemmeno pianeggiante. Vi assicuriamo che è il migliore albergo su cui siamo stati. In controtendenza, abbiamo rete Wi-Fi in tutta la struttura.</p>
<p>Lasciamo i bagagli ed andiamo in esplorazione della cittadina. Spettacolare. In ogni locale ci sono i segni della mitica route 66. Si vedono le cose più particolari. Ci sono centauri a bordo delle bellissime Harley Davidson, super customizzate. C&#8217;è persino una stazione dei treni. Dov&#8217;è la stranezza? I treni sono a vapore! Bellissimi. Sembra di tornare indietro nel tempo di 100 anni.</p>
<p>Sta calando il sole, la route 66 diventa buia, si illuminano le insegne dei locali. Andiamo a consumare una super cena al Cruiser&#8217;s Café 66 dove fanno carne alla brace. Ordiniamo quello che sarà la cena più tosta dall&#8217;inizio del viaggio. Ci portano un vassoio grandissimo piena di carne alla bracie di vitello, maiale, pollo, con fagioli e varie salse. Una mangiata memorabile.</p>
<p>Sazi e stanchi torniamo all&#8217;albergo. Rimarremo qui per due giorni. Domani dovremmo riuscire a prendere il treno a vapore ed andare al Grand Canyon.</p>
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		<title>Giorno 13: Shopping a Phoenix</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Aug 2008 05:21:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>leonardo</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[La giornata di oggi è stata di riposo. La mattina l&#8217;abbiamo persa per un problema alla nostra macchina. C&#8217;era l&#8217;olio al minimo e siamo andati presso il rent car di Phoenix per la manutenzione. Abbiamo scoperto che le macchine americane, oltre a consumare in modo inverosimile, consumano tantissimo olio. Visto che dopo Phoenix ci aspetta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La giornata di oggi è stata di riposo. La mattina l&#8217;abbiamo persa per un problema alla nostra macchina. C&#8217;era l&#8217;olio al minimo e siamo andati presso il rent car di Phoenix per la manutenzione. Abbiamo scoperto che le macchine americane, oltre a consumare in modo inverosimile, consumano tantissimo olio. Visto che dopo Phoenix ci aspetta un lungo tragitto naturalistico, abbiamo preferito far controllare il nostro mezzo di trasporto ora.</p>
<p>Il pomeriggio l&#8217;abbiamo passato presso un grosso outlet a nord di Phoenix. Abbiamo praticamente rinnovato il nostro guardaroba, comprando Levi&#8217;s, Nike, Reebok. Incredibile come le cose qui costano poco. Non so se riusciremo a mettere in valigia tutto quanto!</p>
<p>ps. oggi non c&#8217;era nulla da fotografare</p>
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		<title>Giorno 12: Viaggio Los Angeles-Phoenix</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Aug 2008 05:03:07 +0000</pubDate>
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Da 2008-08-07 Lo&#8230;



Oggi è prevista la partenza per Phoenix. 380 miglia da fare tutti d&#8217;un fiato. Carichiamo tutti i bagagli sul nostro bolide e partiamo di prima mattina.
Ci aspettiamo di trovare strade un po&#8217; più piccole. Invece, anche allontanandosi da Los Angeles le strade rimangono belle grandi, 3-4 corsie. C&#8217;è abbastanza traffico. Il paesaggio comincia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table style="width: auto;" border="0">
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<td style="font-family:arial,sans-serif; font-size:11px; text-align:right">Da <a href="http://picasaweb.google.it/leonardo.angelini/20080807LosAngelesPhoenix?authkey=6LiEvbmKlbc">2008-08-07 Lo&#8230;</a></td>
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<p>Oggi è prevista la partenza per Phoenix. 380 miglia da fare tutti d&#8217;un fiato. Carichiamo tutti i bagagli sul nostro bolide e partiamo di prima mattina.</p>
<p>Ci aspettiamo di trovare strade un po&#8217; più piccole. Invece, anche allontanandosi da Los Angeles le strade rimangono belle grandi, 3-4 corsie. C&#8217;è abbastanza traffico. Il paesaggio comincia a cambiare dopo almeno 100 miglia. Comincia infatti l&#8217;arido deserto. Facciamo una tappa a Palm Springs, una sorta di città oasi in mezzo al deserto. Dentro la città ci sono tantissime palme ed i prati sono verdissimi. Intorno a Palm Springs si vedono migliaia di pale eoliche. Bellissimo.</p>
<p>Proseguiamo ed entriamo in Arizona. Siamo in pieno deserto. C&#8217;è solo la strada, lunghissima, solitaria. Tutto intorno è arido. Ci sono tantissimi cactus. All&#8217;orizzonte, distanti, ci sono montagne.</p>
<p>Dopo un po&#8217; il tempo comincia a degenerare. C&#8217;è molto vento. Avanti a noi una nuvola di sabbia e nuvole inquetanti. All&#8217;orizzonte si vedono molti fulmini. Dobbiamo passare là in mezzo!</p>
<p>Ed infatti cominciamo ad entrare in questa nuvola di sabbia. Il vento è fortissimo ed incredibilmente c&#8217;è pioggia e fulmini intorno a noi. Rallentiamo. Lo spettacolo è incredibile.</p>
<p>Avanziamo ancora e le condizioni meteo migliorano. Stiamo arrivando a Phoenix. Ora comincia a fare veramente caldo. Anche perché nelle lunghissime salite viene suggerito di spegnere l&#8217;aria condizionata.</p>
<p>Ed eccoci arrivati a Phoenix, con il termometro che segna 44°C!</p>
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		<title>Il nostro blog su Repubblica</title>
		<link>http://www.leonardoeagnese.com/2008/08/il-nostro-blog-su-repubblica/</link>
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		<pubDate>Sun, 10 Aug 2008 04:28:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>leonardo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Pare che l&#8217;idea del blog matrimoniale abbia attirato l&#8217;attenzione di Repubblica. Ecco il link per leggere l&#8217;articolo. A questo punto non possiamo che dare il benvenuto anche ai lettori di Repubblica. Buona lettura!
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pare che l&#8217;idea del blog matrimoniale abbia attirato l&#8217;attenzione di Repubblica. <a href="http://www.repubblica.it/2008/08/sezioni/scienza_e_tecnologia/blog-matrimoniali/blog-matrimoniali/blog-matrimoniali.html?ref=search" target="_blank">Ecco il link</a> per leggere l&#8217;articolo. A questo punto non possiamo che dare il benvenuto anche ai lettori di Repubblica. Buona lettura!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Giorno 11: Downtown Los Angeles, Venice Beach</title>
		<link>http://www.leonardoeagnese.com/2008/08/giorno-11-downtown-los-angeles-venice-beach/</link>
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		<pubDate>Fri, 08 Aug 2008 02:14:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>leonardo</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[Viaggio di nozze]]></category>

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Da 2008-08-06 Lo&#8230;



Oggi giornata rilassante. La mattina è dedicata alla visita della Downtown di Los Angeles, cioè la parte della città con i grattaceli. Ad essere sinceri non c&#8217;è piaciuta molto, in quanto non ha particolarità o attrazioni che meritano la nostra attenzione. Spesso ai piedi dei vari grattaceli si trovano dei cartelloni che spiegano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table style="width: auto;" border="0">
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<td><a href="http://picasaweb.google.it/leonardo.angelini/20080806LosAngeles?authkey=WbN674HsJuE"><img src="http://lh5.ggpht.com/leonardo.angelini/SJupSbM4bpI/AAAAAAAAFYI/w772DjwZuCA/s400/DSC01430.JPG" alt="" /></a></td>
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<td style="font-family:arial,sans-serif; font-size:11px; text-align:right">Da <a href="http://picasaweb.google.it/leonardo.angelini/20080806LosAngeles?authkey=WbN674HsJuE">2008-08-06 Lo&#8230;</a></td>
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<p>Oggi giornata rilassante. La mattina è dedicata alla visita della Downtown di Los Angeles, cioè la parte della città con i grattaceli. Ad essere sinceri non c&#8217;è piaciuta molto, in quanto non ha particolarità o attrazioni che meritano la nostra attenzione. Spesso ai piedi dei vari grattaceli si trovano dei cartelloni che spiegano quale film è stato girato da quelle parti. Quindi: Die Hard, 48 ore, Indipendence Day, City of Angeles ecc.</p>
<p>Così, dopo un paio d&#8217;ore di visita prendiamo il nostro suv e ci dirigiamo alla volta del Venice Beach. Questa è la spiaggia dove sono stati girati molti film e telefilm. E&#8217; la spiaggia di Baywatch e di Pamela Anderson per intendersi, ma sono stati girati lì anche i mitici telefim Chip&#8217;s, A-Team o film del calibro di Million Dollar Baby.</p>
<p>La spiaggia è molto bella e si affaccia sull&#8217;oceano pacifico. E&#8217; lunghissima ma soprattutto larghissima. C&#8217;è un ampia pista ciclabile dove molti si tengono in forma, con le bici, rollerblade, skateboard o semplicemente fanno footing. Poi, più all&#8217;interno ci sono casette estive, locali, pub, piccoli negozi ma soprattutto artisti di strada, pittori, musicisti, tatoo e molto altro ancora. C&#8217;è la polizia che gira e ogni tanto arresta qualcuno. Ci sono i campi da basket e da beach volley. C&#8217;è la palestra sulla spiaggia. Ci siamo imbattuti anche sul set di un film. Stavano girando all&#8217;interno di un piccolo locale. Non si vedeva nulla ma fuori c&#8217;erano 7-8 cammioncini Warner Bros.</p>
<p>Il pomeriggio passato alla Venice Beach è stata sicuramente piacevole e rilassante. Magari da tornarci con un po&#8217; più di calma.</p>
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		<title>Giorno 10: Hollywood</title>
		<link>http://www.leonardoeagnese.com/2008/08/giorno-10-hollywood/</link>
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		<pubDate>Wed, 06 Aug 2008 07:20:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>leonardo</dc:creator>
		
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Da 2008-08-05 Lo&#8230;



Oggi è d&#8217;obbligo una visita a Hollywood. Siamo sempre in ambiente cinematografico. Cominciamo a visitare la famosissima Walk of fame, ovvero la via delle stelle. Ci sono oltre 2000 stelle con i nomi di attori, produttori, registi, musicisti. Davvero emozionante è la zona anteriore al Chinese Theater, ovvero il teatro dove annualmente si [...]]]></description>
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<td><a href="http://picasaweb.google.it/leonardo.angelini/20080805LosAngeles?authkey=DBFI8CTWJhI"><img src="http://lh4.ggpht.com/leonardo.angelini/SJlOKMKK9UI/AAAAAAAAFKQ/m2k0Olve2tw/s400/IMG_8521.JPG" alt="" /></a></td>
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<td style="font-family:arial,sans-serif; font-size:11px; text-align:right">Da <a href="http://picasaweb.google.it/leonardo.angelini/20080805LosAngeles?authkey=DBFI8CTWJhI">2008-08-05 Lo&#8230;</a></td>
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<p>Oggi è d&#8217;obbligo una visita a Hollywood. Siamo sempre in ambiente cinematografico. Cominciamo a visitare la famosissima Walk of fame, ovvero la via delle stelle. Ci sono oltre 2000 stelle con i nomi di attori, produttori, registi, musicisti. Davvero emozionante è la zona anteriore al Chinese Theater, ovvero il teatro dove annualmente si celebra la notte degli oscar. Nel piazzale ci sono infatti le impronte e le firme dei divi più famosi. Ne abbiamo riconosciuti alcune, tra cui la nostra Sofia Loren (si è firmata Sophia con l&#8217;H), poi Robert De Niro, Al Pacino, Sylverter Stallone, Eddy Murphy, Clint Eastwood ed altri ancora.</p>
<p>A pochi passi riconosciamo l&#8217;hotel dove soggiornava Julia Roberts in Pretty Woman. L&#8217;hotel si chiama Las Palmas Hotel ed è quello dove Julia Roberts e Richard Gere si baciano alla fine del film sulla scala antincendio. E&#8217; incredibile: l&#8217;albergo è rimasto identico al film, nonostante sono passati 18 anni da quando è stato realizzato. Guardate la scena qui <a href="http://it.youtube.com/watch?v=NMmj7dWmiyA" target="_blank">http://it.youtube.com/watch?v=NMmj7dWmiyA</a></p>
<p>In generale Hollywood si presenta come una cittadina non proprio curata. Al di là della Walk of fame e dintorni, le vie sono normalissime, senza particolarità ed addirittura alcune zone sono sporche e sembrano abbandonate.</p>
<p>Ora riprendiamo la macchina e proviamo ad arrivare sulla scritta Holliwood. Purtroppo, ai piedi della collina ci rendiamo conto che sono state chiuse le vie che portano alle famose lettere. Peccato.</p>
<p>Cambiamo rotta e proviamo a fare un giro nella vicina Beverly Hills. Ci rendiamo conto che questo quartiere è davvero esclusivo. A Beverly Hills c&#8217;è la famosa Rodeo Drive, che è la via dove le star acquistano vestiti pregiati, scarpe, profumi e ogni genere di cosa glamour. I prezzi sono ovviamente proebitivi per i comuni mortali. La metà dei negozi della via sono tutti italiani! Versace, Armani, Ferrè, Valentino ecc ecc. Ci sono proprio tutti. Riconosciamo anche la boutique utilizzata sempre in Pretty Woman da Julia Roberts, quando viene snobbata dalle commesse. In realtà quella boutique è probabilmente il negozio più a buon mercato della via.</p>
<p>Riprendiamo nuovamente la macchina e questa volta proviamo a vedere qualche famosa villa di qualche star a Beverly Hills e Bel-Air. In realtà abbiamo rischiato anche un po&#8217;, in quanto sembra che la polizia se ti becca in quella zona può arrestarti per vagabondaggio. Comunque, abbiamo fatto un paio di tentativi e, come si poteva immaginare, le ville sono tutte attentamente riparate da sguardi indiscreti. Siepi altissime, cancelli che non lasciano nemmeno un centrimetro di spazio per vedere, telecamere ovunque.</p>
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		<title>Giorno 9: Universal Studios di Los Angeles</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Aug 2008 06:35:31 +0000</pubDate>
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Da 2008-08-04 Lo&#8230;



Los Angeles è sinonimo di film. La maggior parte dei film e delle serie TV viene girata e prodotta qui. Amanti dei film abbiamo messo al primo posto la visita all&#8217;Universal Studios a Hollywood.
Universal Studios (spesso chiamata Universal Pictures o Universal City Studios), consociata alla NBC Universal è una dei più grandi studi [...]]]></description>
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<td><a href="http://picasaweb.google.it/leonardo.angelini/20080804LosAngeles?authkey=r5jZCBQFfeE"><img src="http://lh3.ggpht.com/leonardo.angelini/SJlFF8RWatI/AAAAAAAAFEE/ptcRx4RZQwA/s400/DSC01212.JPG" alt="" /></a></td>
</tr>
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<td style="font-family:arial,sans-serif; font-size:11px; text-align:right">Da <a href="http://picasaweb.google.it/leonardo.angelini/20080804LosAngeles?authkey=r5jZCBQFfeE">2008-08-04 Lo&#8230;</a></td>
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<p>Los Angeles è sinonimo di film. La maggior parte dei film e delle serie TV viene girata e prodotta qui. Amanti dei film abbiamo messo al primo posto la visita all&#8217;Universal Studios a Hollywood.</p>
<p>Universal Studios (spesso chiamata Universal Pictures o Universal City Studios), consociata alla NBC Universal è una dei più grandi studi cinematografici americani. I suoi studi di produzione si trovano al numero 100 di Universal City Plaza Drive a Universal City, California, un&#8217;area non incorporata della Contea di Los Angeles tra Los Angeles e Burbank. La catena di distribuzione, altre strutture e gli uffici amministrativi si trovano a New York. La Universal è il secondo studio più vecchio ad Hollywood (Paramount Pictures di Viacom, partner commerciale della Universal nelle United International Pictures - che distribuisce film della Paramount e della Universal in tutto il mondo - è la più vecchia).</p>
<p>All&#8217;interno fanno visitare alcuni &#8220;stage&#8221;, ovvero i luoghi dove vengono girati i film. All&#8217;interno dell&#8217;area adibita al pubblico sono presenti alcune attrazioni di film famosi, tra cui Jurassic Park, Waterworld, Apollo 13, la Mummia, Terminator 2, Ritorno al Futuro e molti altri. All&#8217;interno poi abbiamo fatto un tour con una navetta che fa visitare l&#8217;interno degli studios. Abbiamo attraversato alcune scenografie, tra cui una fantastica scenografia di Steven Spielberg e Desperate Housewives. Ci hanno fatto vedere alcuni effetti speciali davvero sorprendenti. Abbiamo visto anche alcuni oggetti utilizzati nei vari film, tra cui la mitica Delorean utilizzata in Ritorno al Futuro, le macchine di fast and furious ed alcuni vestiti ed oggetti indossati sul set (la tuta indossata da Tom Hanks in Apollo 13, alcune targhette utilizzate da Nicole Kidman in The Interpreter e molto altro ancora.</p>
<p>Giornata senza dubbio molto interessante, anche se ci è sembrato che hanno reso il tutto un po&#8217; troppo simile ad un parco divertimenti in stile Mirabilandia.</p>
<p>PS. Nelle foto, guardate che spettacolo la scenografia del disastro aereo. E&#8217; di Steven Spielberg. Sembrava tutto dannatamente reale!</p>
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		<title>Giorno 8: Viaggio Washington DC-Los Angeles</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Aug 2008 05:50:00 +0000</pubDate>
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Da 2008-08-03 Wa&#8230;


Oggi abbiamo abbandonato la costa east per andare nel west, da Washington DC a Los Angeles. 5 ore e mezzo di volo, tre ore indietro di fuso orario (9 ore di differenza con l&#8217;Italia).
Viaggio lungo, tutto filato liscio. All&#8217;arrivo abbiamo noleggiato l&#8217;auto che ci accompagnerà per tutta la vacanza. Avremmo dovuto prendere una [...]]]></description>
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<td><a href="http://picasaweb.google.com/leonardo.angelini/20080803WashingtonDCLosAngeles?authkey=Mn6smAEFk0Q"><img src="http://lh5.ggpht.com/leonardo.angelini/SJaVy4nzdGI/AAAAAAAAE5k/EU4aWLJ9k7c/s400/DSC00999.JPG" /></a></td>
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<td style="font-family:arial,sans-serif; font-size:11px; text-align:right">Da <a href="http://picasaweb.google.com/leonardo.angelini/20080803WashingtonDCLosAngeles?authkey=Mn6smAEFk0Q">2008-08-03 Wa&#8230;</a></td>
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<p>Oggi abbiamo abbandonato la costa east per andare nel west, da Washington DC a Los Angeles. 5 ore e mezzo di volo, tre ore indietro di fuso orario (9 ore di differenza con l&#8217;Italia).</p>
<p>Viaggio lungo, tutto filato liscio. All&#8217;arrivo abbiamo noleggiato l&#8217;auto che ci accompagnerà per tutta la vacanza. Avremmo dovuto prendere una macchina simile alla Chevry noleggiata a New York. Il tipo del noleggio auto però ci parla e ci dice alcune cose. Non afferriamo tutto, però capiamo che c&#8217;è un offerta e ci spinge per prendere un auto di categoria superiore. Vista l&#8217;auto, non abbiamo saputo resistere: abbiamo nodeggiato un SUV, Pontiac Torrent. Bellissimo, grandissimo, fantastico! Con quest&#8217;auto percorreremo le strade che ci porteranno nei deserti, nei canyon, nella monument valley.</p>
<p>Oggi abbiamo avuto anche un&#8217;altra gradita sorpresa. Il motel dove soggiorneremo per 4 notti a Los Angeles è molto bello. La stanza è grandissima, ha addirittura uno schermo al plasma, il divano, l&#8217;angolo cucina (microonde, macchina del caffé), l&#8217;angolo per stirare (ferro, asse da stiro). Un letto di dimensioni King, una seconda televisione in camera, connessione ad Internet Wifi velocissima e gratuita. Le premesse per la visita di Los Angeles sono ottime!</p>
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